Il progetto denominato CARtoALL è uno studio multicentrico supportato da AIFA, che coinvolge l’Università di Pisa, l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (UNIPI/AOUP), l’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” di Meldola (FC) e l’Università di Bologna (UNIBO). L’obiettivo è sviluppare la prima terapia CAR-T italiana per affrontare la leucemia linfoblastica acuta T e i linfomi periferici a cellule T recidivati o refrattari. Entrambi sono tipi rari di tumori ematologici e del sistema linfatico, noti per la loro aggressività, causata dalla crescita anomala e incontrollata dei linfociti T, i globuli bianchi responsabili della difesa immunitaria.
Il finanziamento di AIFA è destinato al Bando 2025 per malattie rare, facilitando lo sviluppo del progetto CARtoALL (AIFA2025-000314), intitolato “CAR-T-One: a novel TRBC1-directed chimeric antigen receptor against T Acute Lymphoblastic Leukemia and Peripheral T cell Lymphoma”. Questo progetto mira a identificare una nuova terapia cellulare CAR-T, specificamente progettata per queste due patologie, per le quali le opzioni terapeutiche sono ancora molto limitate. La prognosi per i pazienti che riprendono la malattia dopo le terapie convenzionali o un trapianto allogenico rimane particolarmente sfavorevole.
Il progetto è coordinato da Sara Galimberti, professoressa ordinaria di Ematologia all’Università di Pisa e direttrice dell’Unità operativa di Ematologia dell’AOUP, in collaborazione con Giovanni Martinelli, professore associato di Ematologia presso l’Università di Bologna, e Massimiliano Mazza, responsabile dell’IRCCS IRST “Dino Amadori” di Meldola e docente a contratto all’Università di Urbino. Questo team è composto da esperti di eccellenza nel campo dell’ematologia, della terapia cellulare e della ricerca traslazionale.
Lo studio trae origine da anni di ricerca preclinica condotta dal gruppo “Adoptive CAR T cell platform”, sotto la direzione di Massimiliano Mazza, Anna De Lucia e Fabio Nicolini all’IRST di Meldola, dove è stata sviluppata un’innovativa CAR-T diretta contro il bersaglio TRBC1, una proteina presente nelle cellule tumorali nel 40% dei casi di neoplasie T. Questa strategia consente di attaccare le cellule maligne mantenendo una parte significativa del sistema immunitario sano, superando uno dei principali ostacoli finora esistenti nello sviluppo delle CAR-T per neoplasie a cellule T.
“I risultati nei modelli sperimentali in vitro e in vivo sono molto promettenti: – afferma Massimiliano Mazza – CAR-T-One ha mostrato una notevole attività antitumorale, inducendo remissioni complete e durature, con un profilo di sicurezza favorevole, ponendo le basi per il passaggio alla sperimentazione clinica.”
Il finanziamento permetterà di completare la validazione del prodotto cellulare, predisporre la documentazione regolatoria e avviare uno studio clinico di fase 1 che coinvolgerà pazienti in trattamento a Pisa, con la produzione delle cellule CAR-T nella Cell Factory dell’IRST di Meldola.
“Questo finanziamento rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi anni e dimostra come la collaborazione tra ricerca di base, ricerca traslazionale e attività clinica possa generare innovazione concreta per i pazienti affetti da malattie rare – aggiunge Sara Galimberti -; l’obiettivo è fornire una nuova opportunità terapeutica a pazienti che oggi hanno poche opzioni, sviluppando una CAR-T interamente accademica all’interno del Servizio sanitario nazionale.“
Secondo Antonino Musolino, direttore scientifico f.f. dell’IRCCS-IRST Dino Amadori e professore associato di Oncologia medica all’Università di Bologna, “CARtoALL rappresenta un investimento strategico per il sistema sanitario italiano: offrirà nuove possibilità terapeutiche ai pazienti e rafforzerà le competenze nazionali nello sviluppo di CAR-T accademiche. Il progetto nasce dal lavoro multidisciplinare dei ricercatori preclinici dell’IRST coordinati da Massimiliano Mazza, e sarà realizzato grazie al contributo dei responsabili clinici Gerardo Musuraca e Laura Ridolfi, e di Massimiliano Petrini, coordinatore dell’Immuno-Gene Therapy Factory, dove saranno prodotte le cellule CAR-T.”
“Il progetto – spiega Giovanni Martinelli (DIMEC Università di Bologna) – si svilupperà nel corso di quattro anni, coinvolgendo un team multidisciplinare comprendente ematologi, immunologi, biologi molecolari, esperti di terapia cellulare, farmacologi e ricercatori clinici, con l’obiettivo di trasformare una promettente scoperta scientifica in un’importante opportunità terapeutica per pazienti con tumori ematologici rari.”
“È un’informazione estremamente positiva che AIFA abbia finanziato uno studio sulle CAR-T – conclude la direttrice generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana Katia Belvedere – perché condurre sperimentazioni in questi ambiti terapeutici significa esplorare le frontiere più innovative nella lotta contro i tumori. Il finanziamento riconosce l’importanza della ricerca italiana nelle terapie avanzate. Inoltre, è motivo di orgoglio che i partner coinvolti in questo studio multicentrico siano tutte istituzioni di ricerca e assistenza integrate, poiché è fondamentale il legame tra ricerca di base e clinica per trasferire queste importanti scoperte direttamente ai pazienti. Siamo favorevoli a queste sinergie tra la nostra Azienda ospedaliero-universitaria e altre università italiane e istituti di ricerca, poiché uniscono cure mediche specialistiche e competenze nella ricerca scientifica più avanzata del nostro Paese.” (edm).
Fonte: Aou Pisana – Ufficio Stampa
