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Rigenerazione verde: prosegue la proposta di legge. Giani: “Più alberi e meno asfalto”

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Continua il lavoro preparatorio per definire i contenuti e le linee della proposta di legge regionale sulla rigenerazione verde, recentemente annunciata dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Il presidente ha incontrato i tecnici della direzione regionale urbanistica e sostenibilità, guidata da Aldo Ianniello, per delineare gli indirizzi specifici del testo normativo, volto a trasformare le città e i paesi toscani in una chiave più sostenibile. L’obiettivo della legge è di rafforzare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, contribuire alla loro mitigazione, ridurre le isole di calore urbane e migliorare la qualità della vita dei cittadini con interventi mirati, replicabili e misurabili, realizzati in collaborazione con i Comuni, prioritariamente nelle aree più vulnerabili.

Stiamo lavorando a una legge organica che metterà il verde al centro della pianificazione urbana e contribuirà a ridurre la temperatura – afferma il presidente Giani -. Piantare più alberi, ripristinare la permeabilità del suolo eliminando l’asfalto dove possibile e valorizzare i nostri parchi non sono solo scelte ecologiche, ma autentiche infrastrutture climatiche e di salute pubblica, da progettare e mantenere nel tempo. Per farlo stabiliremo un forte accordo con le associazioni dei vivaisti toscani, un’eccellenza del nostro territorio che sarà protagonista di questa significativa transizione verde. Una collaborazione strategica per programmare la disponibilità di materiale vegetale di alta qualità, tracciabile, diversificato e adatto ai siti e al clima futuro, privilegiando le specie autoctone e escludendo quelle invasive.”

Una rigenerazione verde progettata e mantenuta nel tempo – continua Gianipuò ridurre notevolmente l’esposizione locale: con alberature mature e ben posizionate, si può ottenere una diminuzione della temperatura, migliorando così il comfort percepito. Per questo motivo, il verde dovrà essere considerato come un’infrastruttura climatica e sanitaria a lungo termine: non sarà solo il numero degli alberi plantati a contare, ma anche la loro sopravvivenza, la copertura della chioma e l’ombra prolungata nel tempo, la permeabilità del suolo e i benefici misurati sul microclima, sulla qualità dell’aria e sul benessere dei cittadini.

Il presidente approfondisce le linee guida su cui si baserà la legge.

La futura norma – spiega – si sviluppa su tre direttrici fondamentali: pianificazione e piantumazione urbana, tramite un piano straordinario per aumentare la presenza di alberi nei centri abitati e valorizzare il verde pubblico all’interno dei parchi urbani esistenti e di nuova progettazione; riduzione selettiva delle superfici impermeabili e sostituzione, ove tecnicamente possibile, con suoli vegetati o materiali permeabili e a minore accumulo di calore, essenziali per la gestione delle acque piovane e il raffrescamento delle aree urbane; alleanza con le filiere locali, coinvolgendo attivamente il tessuto economico toscano attraverso un protocollo con le associazioni vivaistiche per pianificare la domanda, garantire qualità, tracciabilità, innovazione e formazione.

Le proiezioni climatiche indicano che, a metà secolo, nell’area fiorentina si prevede un aumento della temperatura di 1-2 gradi rispetto al periodo 1981-2010 per la media annuale e di 1,2-2,3 gradi per quella estiva, accompagnato da un aumento delle notti tropicali e dei periodi di caldo intenso.

Il Consorzio LaMMA, consorzio pubblico tra Regione Toscana e CNR, sarà in grado di collaborare, insieme alle strutture regionali, ai Comuni e agli altri soggetti scientifici e ambientali competenti, nella costruzione degli scenari climatici, nell’individuazione delle aree prioritarie e nel monitoraggio dell’efficacia degli interventi.

Fonte: Regione Toscana

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