Il Consorzio di tutela, la Regione Toscana e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste stanno elaborando una strategia congiunta per consentire agli allevatori di affrontare rapidamente le conseguenze della diffusione della peste suina africana.
La Giunta regionale ha già espresso il proprio parere, mentre il Masaf ha emesso un provvedimento che autorizza, in via temporanea, modifiche al disciplinare della Cinta Senese DOP. Queste modifiche permetteranno agli allevamenti di adattarsi alle nuove prescrizioni di biosicurezza imposte dall’emergenza sanitaria, senza compromettere la salvaguardia della denominazione. Questo percorso è stato avviato grazie all’iniziativa del Consorzio e si è sviluppato rapidamente, grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.
«La peste suina africana – afferma l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras – costituisce una seria minaccia non solo per le singole aziende, ma anche per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale che rappresenta la Toscana nel mondo. Era indispensabile intervenire immediatamente. La velocità con cui abbiamo trovato questa soluzione dimostra che, quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano insieme, è possibile fornire risposte efficaci anche in situazioni straordinarie».
«Voglio esprimere un ringraziamento al Consorzio della Cinta Senese, che ha prontamente messo in evidenza le esigenze del territorio, al Ministero dell’Agricoltura per la sua sensibilità e velocità nell’approvare la richiesta, e agli uffici della Direzione Agricoltura della Regione Toscana, che hanno gestito ogni fase dell’istruttoria con grande professionalità. È un esempio concreto di buona amministrazione: quando le crisi si susseguono rapidamente, anche la pubblica amministrazione deve essere in grado di rispondere con altrettanta prontezza, senza sacrificare il rigore tecnico e giuridico.»
«L’approvazione delle deroghe temporanee è un risultato cruciale per garantire la continuità delle aziende in un periodo molto delicato – dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni –: per un anno, in caso di emergenza sanitaria, sarà possibile macellare e custodire in sicurezza gli animali anche al di fuori delle zone tradizionali, senza compromettere la qualità e l’identità del prodotto. Questa è una misura tempestiva per proteggere una razza autoctona a rischio, consentendo agli allevatori di rispettare le norme di biosicurezza, salvaguardando al contempo la produzione.”
Le modifiche temporanee riguardano esclusivamente i punti del disciplinare colpiti dalle misure sanitarie necessarie per combattere la diffusione della peste suina africana e resteranno in vigore per il periodo stabilito dal provvedimento ministeriale. Queste modifiche permettono agli allevamenti di adeguarsi alle new biosicurezza mantenendo i requisiti essenziali della Cinta Senese DOP.
“Tutela di una DOP non significa irrigidirne le regole di fronte a un’emergenza, ma rendere il sistema capace di affrontarla salvaguardando salute animale, aziende, biodiversità e valore della certificazione. Questo episodio dimostra come il sistema delle denominazioni di origine sappia affrontare anche le situazioni più difficili rimanendo fedele ai propri principi. Questa è la direzione nella quale la Regione Toscana continuerà a muoversi: vicina agli allevatori, attenta alle necessità del territorio e determinata a difendere un patrimonio che appartiene non solo all’agricoltura toscana, ma a tutto il Paese” conclude Marras.
