Prato lancia il Plures Textile Hub: gestione di fino a 33mila tonnellate di rifiuti tessili all'anno.

Prato lancia il Plures Textile Hub: gestione di fino a 33mila tonnellate di rifiuti tessili all’anno.

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Un centro dedicato al recupero delle fibre tessili dotato delle tecnologie più avanzate in Italia: nasce a Prato il Plures Textile Hub, una struttura creata grazie a un investimento di 31,3 milioni di euro per affrontare le nuove sfide europee legate all’economia circolare e al riciclo tessile. Questo hub sarà in grado di trattare fino a 33mila tonnellate di rifiuti tessili e impiegherà 50 persone, di cui circa due terzi dedicati alla cernita semi-automatica dei materiali.

La struttura si estende su una superficie coperta di 7mila metri quadrati e circa 10mila metri quadrati di aree esterne, situata nell’ex area del depuratore comunale G.I.D.A., nel cuore del distretto tessile pratese. La sua realizzazione, avvenuta in soli 24 mesi, ha richiesto un significante investimento di 31,3 milioni di euro, sostenuto da un contributo di 900mila euro del Pnrr e dalle agevolazioni previste dal piano Industria 4.0, con un credito d’imposta di 850mila euro.

Siamo estremamente orgogliosi di inaugurare un impianto esemplare per l’Italia, il primo per dimensioni e tecnologia dedicato al recupero e riciclo delle materie tessili, sia pre che post consumo – ha dichiarato il presidente di Plures, Lorenzo Perra -. Questo segna l’inizio di una nuova era per il nostro territorio e l’azienda, dove questo settore viene affrontato con serietà nell’ambito degli obiettivi di economia circolare. Solo 24 mesi sono un tempo da record in una zona dove prima non c’era nulla. Abbiamo creato un’infrastruttura che rappresenta un patrimonio comune per la nostra comunità e per il Paese“.

Non sorprende che il progetto sia stato realizzato proprio a Prato. “Non avremmo potuto farlo altrove, qui è sempre stata la capitale del tessile, dove abbiamo messo in pratica quello che oggi definiamo economia circolare“, ha affermato il sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Il Textile Hub si trova nel cuore del distretto tessile, che da oltre un secolo ha fondato la sua identità sul recupero e sulla rigenerazione delle fibre, sviluppando competenze riconosciute a livello mondiale nell’economia circolare. “Abbiamo sempre prodotto cardato di lana anche senza pecore, rispondendo prontamente alle necessità di una comunità – ha continuato Biffoni -. Adesso questo hub avrà, permettetemi di dirlo con una punta di arroganza, l’obiettivo di insegnare all’Europa quello che facciamo qui da sempre“. L’impianto è il risultato della strategia Next Generation Prato, che ha coinvolto istituzioni, aziende, mondo della ricerca e parti sociali per rafforzare il ruolo del distretto come laboratorio europeo di innovazione e riciclo tessile.

Questa rappresenta per la Toscana un’opportunità imprenditoriale straordinaria, che porterà competenze, ricchezza, posti di lavoro e tecnologia nel nostro territorio – ha concluso il sindaco di Prato -. Siamo felici e soddisfatti di ciò che stiamo vivendo oggi“.

In un’Europa sempre più focalizzata sull’economia circolare, le nuove politiche comunitarie stanno modificando le regole del settore manifatturiero, influenzando il ciclo di vita dei materiali tessili.

Guardare al futuro è fondamentale, soprattutto ora, quando il valore dell’economia circolare deve trovare un’applicazione concreta sul territorio e il Textile Hub di Prato è in grado di fornirla – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, David Barontini -. Dal primo gennaio 2025, l’Europa ci obbligherà a differenziare anche gli scarti tessili“.

Così, il Textile Hub si configura come una risposta concreta a questa evoluzione del settore manifatturiero, con un impianto capace di trattare 33mila tonnellate annue di rifiuti tessili conferiti da cittadini e imprese, recuperando il valore massimo dai materiali. Di queste, 20mila tonnellate riguarderanno materiali post-consumo, mentre le restanti 13mila riguarderanno scarti pre-consumo, provenienti per la maggior parte dal distretto pratese.

Credo che tutti i pratesi, toscani e italiani debbano esserne orgogliosi“, ha concluso Barontini.

I capi ancora utilizzabili vengono reinseriti nel ciclo del riuso, mentre quelli non più utilizzabili vengono destinati al riciclo, per restituire nuova materia al ciclo produttivo come ‘End of Waste‘. A regime, circa il 60% dei materiali potrà essere riutilizzato dopo le opportune operazioni di sanificazione, mentre il restante 40% sarà avviato alla selezione per fibra e alla pre-sfilacciatura.

Un efficienza eccezionale, supportata da tecnologie di riconoscimento a infrarossi e intelligenza artificiale capaci di identificare i materiali per tipologia e colore della fibra, raggiungendo livelli di rapidità e precisione ineguagliabili rispetto alla selezione manuale.

Lo stabilimento compie oggi un’importante fase di collaudo, che proseguirà per tutto il 2026, con la piena operatività prevista per il 2027. A regime, si stima che saranno impiegati circa 50 addetti su due turni di lavoro, e di questi, circa 38-40 saranno coinvolti nella cernita semi-automatica dei materiali in apposite postazioni.

Questo impianto rappresenterà una leva competitiva in un mercato dove la qualità del prodotto e la sostenibilità sono sempre più cruciali – ha affermato l’amministratore delegato di Plures, Alberto Irace -. La vera opportunità sta per tutte le aziende del distretto, che potranno generare nuove tipologie di lavoro. È gratificante vedere l’interesse attorno all’impianto sia da parte di aziende locali che da attori esterni alla Toscana. Essere i primi in Italia è un segnale significativo.”

Soddisfazione anche da parte di Daniele Poli, amministratore unico di Polistrade Costruzioni Generali, l’azienda pratese che ha realizzato l’impianto: “Per noi questo progetto è motivo di grande vanto. I lavori sono iniziati nel settembre 2024 e, malgrado alcune problematiche burocratiche emerse all’inizio del cantiere, siamo riusciti a rispettare i tempi contrattuali e le scadenze del PNRR, completando l’opera entro il 30 giugno 2026. Un risultato raggiunto grazie al lavoro di squadra“.

Niccolò Banchi

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