Ho riciclato le vecchie camicie usurate e ora risparmio 83 euro al mese – OK!Mugello

Ho riciclato le vecchie camicie usurate e ora risparmio 83 euro al mese – OK!Mugello

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Oggi, in casa, chi desidera ridurre gli sprechi e risparmiare può iniziare con un elemento che tutti possiedono nell’armadio: la vecchia camicia usurata.

Non è necessario cercare lontano né acquistare altro. La ragione è semplice: cotone e lino si prestano molto al riuso, più di quanto si possa pensare. Nel mio caso, attraverso la creazione di piccoli oggetti per la casa, accessori ottenuti da ciò che avevo già e qualche acquisto evitato, il risparmio è arrivato circa a 83 euro al mese. Non c’è nulla di miracoloso; è più che altro una questione di abitudine, nata dalla domanda concreta: questa camicia è davvero da buttare, o ha ancora una certa utilità?

Prima di tagliare, poniti la domanda giusta: può ancora essere donata o recuperata?

Il primo passo quando si parla di riciclo delle camicie è esaminare attentamente il tessuto. Se la camicia è ancora intatta, senza strappi evidenti sotto le ascelle, sul colletto o lungo la pattina dei bottoni, può ancora essere donata o semplicemente riutilizzata come capo quotidiano. Se, invece, è consumata ma presenta parti sane, è meglio salvarle.

I polsini, ad esempio, spesso rimanendo in buone condizioni; per le maniche, dipende. Una sarta di un quartiere a Bologna, in via San Felice, mi ha spiegato che “un cotone di buona qualità si riconosce subito, basta controllarlo appena controluce”. Un dettaglio piccolo ma prezioso. Prima di afferrare le forbici, è opportuno lavare e stirare il capo: è il momento in cui si capisce subito dove il tessuto è debole e dove, invece, può ancora essere trasformato in qualcosa di utile.

Una vecchia camicia azzurra viene tagliata e riutilizzata su un tavolo da lavoro, tra strumenti da cucito e un cuscino finito.

Dalla cucina ai cuscini: tutto ciò che una camicia può ancora fare in casa

Il lato più sorprendente del riuso creativo è che molte camicie tornano utili proprio nei bisogni quotidiani. Con il tessuto si possono realizzare wrapper riutilizzabili in cera di soia, per sostituire la pellicola nel coprire ciotole o avvolgere pane e formaggi; basta immergere una striscia di stoffa nella cera fusa e lasciarla asciugare. La parte anteriore della camicia, con i bottoni già presenti, funziona egregiamente anche come federa per cuscino: basta inserire il cuscino e allacciarlo, senza ulteriori invenzioni.

Se le maniche sono danneggiate ma il corpo della camicia è in buone condizioni, può essere trasformata in un grembiule da cucina con tasche già pronte. E non dimentichiamo i dettagli solitamente scartati: i polsini possono diventare ferma tovaglioli, una striscia con asole e bottoni può diventare un segnalibro, e le maniche possono essere annodate per creare un piccolo giocattolo per cani. Nulla di complicato. Solo materiali già disponibili, pronti per essere riutilizzati.

Non solo riuso: la camicia vecchia può anche diventare un capo nuovo

Quando il tessuto è ancora in buone condizioni, la strada più interessante è quella della moda fai-da-te. Una camicia oversize può facilmente trasformarsi in un abito chemisier: basta sistemare gli orli, rimuovere colletto o polsini se sono consumati e aggiungere una cintura per un look rinnovato. Ancora più semplice è creare un top off-shoulder, tagliando la parte superiore e inserendo un elastico.

È un intervento rapido, ma l’effetto è curato. Chi non desidera apportare grandi cambiamenti può focalizzarsi sui dettagli: borchie, piccoli ricami, inserti sul colletto, oppure accessori realizzati con le maniche, come fasce per capelli, fiocchi o elastici in stoffa. Anche in questo caso, il punto non è perseguire la perfezione, ma sfruttare al meglio ciò che si ha, evitando acquisti superflui e riportando valore in un capo che, fino a ieri, sembrava solo vecchio.

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