Turismo culturale: motore da 57 miliardi di euro

Il turismo internazionale stimola i consumi: nel 2025 la spesa degli stranieri in Italia raggiunge i 56,7 miliardi.

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La maggior parte della spesa dei turisti stranieri è andata all’ospitalità (45,2%), seguita dalla ristorazione (23%) e dall’acquisto di beni nel commercio (15,2%). La restante parte è stata impiegata per il trasporto interno (9,5%) e “altri servizi” (7,2%).

Nel 2025, rispetto al 2024, il turismo internazionale ha generato 2.510 milioni di euro in più (+4,6%). Tuttavia, la crescita è stata quasi interamente trainata da alloggio (+1.101 milioni di euro, +4,5%) e ristorazione (+955 milioni di euro, +7,9%), stimolata dall’aumento dell’interesse per la tradizione gastronomica italiana. Gli acquisti nei negozi hanno visto una crescita moderata (+164 milioni di euro, +1,9%), mentre le spese per il trasporto interno sono diminuite, segnando un calo di 261 milioni di euro (-4,6%) rispetto al 2024. Pur rappresentando una cifra minore in termini assoluti (+551 milioni di euro), “altri servizi” ha evidenziato la crescita percentuale più alta (+15,7%). Questa voce comprende visite guidate, escursioni, ingressi ai musei, concerti e servizi di benessere, dimostrando un crescente interesse per il “turismo d’esperienza” da parte dei visitatori esteri.

Le prime quattro regioni per spesa assorbono quasi il 56% dei consumi dei visitatori internazionali: Lazio (10,2 miliardi, 18,1%), Lombardia (9,9 miliardi, 17,6%), Veneto (6,3 miliardi, 11,1%) e Toscana (5,3 miliardi, 9,4%). Altre regioni significative includono la Campania con 3.390 milioni di euro (6,0% del totale) e Trentino-Alto Adige con 3.069 milioni di euro (5,4% del totale). Le regioni con la minore spesa da parte dei turisti stranieri sono Basilicata (60 milioni di euro) e Molise (37 milioni di euro). In contrasto, Friuli-Venezia Giulia mostra una spesa predominante per lo shopping (36,5%) rispetto all’alloggio (27,2%). Trentino-Alto Adige, invece, ha la percentuale più alta in Italia dedicata all’alloggio, assorbendo il 54,1% del budget totale dei viaggiatori nella regione.

I dati che riguardano esclusivamente le vacanze (escludendo altre motivazioni di viaggio come il business) si aggirano intorno ai 38 miliardi di euro sui 56,7 miliardi totali, rivelando come i diversi prodotti turistici generino economie e comportamenti differenti. Il turismo culturale e nelle Città d’Arte è il principale motore della domanda straniera, generando 21.639 milioni di euro, ovvero il 56,8% della spesa totale per vacanze in Italia. La vacanza al mare si colloca al secondo posto con 8.232 milioni di euro (21,6% del totale delle vacanze), seguita dalla vacanza in montagna che genera 3.588 milioni di euro (9,4%).

“Il turismo internazionale continua a essere un motore economico cruciale per il nostro Paese, con effetti positivi non solo sulle imprese della ricettività, ma anche su ristorazione, commercio e servizi”Gronchi. “Tuttavia, non è sufficiente semplicemente rispondere alla domanda: è necessario gestirla. Con quasi il 56% della spesa concentrata in sole quattro regioni, stiamo chiedendo a poche destinazioni di supportare il peso di flussi di turisti che potrebbero e dovrebbero essere distribuiti su tutta Italia. Ciò comporta due problemi: da un lato, il rischio di sovraffollamento e perdita di vivibilità nelle aree più frequentate; dall’altro, regioni con un vasto potenziale turistico, gastronomico e culturale che rimangono ai margini della crescita.”

“Per questo motivo, sollecitiamo le istituzioni, a partire dal governo, a mettere al centro dell’agenda il governo del turismo locale: è necessaria una regia nazionale che coordini Regioni e Comuni, con strumenti per la destagionalizzazione dei flussi, investimenti infrastrutturali per le aree interne e incentivi per le aziende che scelgono di investire fuori dai sentieri più battuti. Inoltre” – conclude – “la domanda internazionale è destinata a crescere ulteriormente, con l’emergere di nuovi mercati come quello indiano. La sfida per il futuro del turismo italiano consisterà proprio in questo: intercettare e gestire i flussi sul territorio, trasformando questi numeri in uno sviluppo diffuso per tutto il Paese.”

– foto IPA Agency –

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