La Sicilia spinge verso il futuro: a Trapani si sviluppa un modello per la triplice transizione e le economie verde e blu.

La Sicilia spinge verso il futuro: a Trapani si sviluppa un modello per la triplice transizione e le economie verde e blu.

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Attraverso una collaborazione strategica, basata su dialogo e dati scientifici, sotto la guida delle autorità nazionali e locali, coinvolgendo il terzo settore e le aziende.

Tuttavia, è fondamentale mantenere chiaro l’obiettivo. È essenziale rispettare e coinvolgere le comunità locali nei processi decisionali per arrivare a proposte condivise che possano accelerare la transizione (energetica, ecologica e digitale) e co-progettare un modello di sviluppo sostenibile che generi effetti positivi e misurabili per le economie locali.

Questa è la direzione indicata a Trapani durante il convegno “Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa”. L’evento, organizzato da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente), Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicilia e CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine), con il patrocinio del Libero Consorzio di Trapani, ha offerto una piattaforma per un dialogo chiaro e pratico sui rischi legati ai cambiamenti climatici e sulle iniziative che uniscono le potenzialità di una giusta indipendenza energetica, basata su energie pulite e sull’abbandono dei combustibili fossili, alla crescita economica e occupazionale, rispondendo alle necessità di territori vulnerabili agli impatti dei fenomeni climatici estremi.

Il convegno è stato inaugurato con un saluto di benvenuto da Salvatore Quinci (Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani): “Le dinamiche del sistema energetico sono state profondamente influenzate dai conflitti bellici e dai cambiamenti climatici. La decarbonizzazione è non solo un’esigenza economica, ma anche un’emergenza sociale. La Sicilia ha un’importante opportunità di sviluppo che potrebbe trasformare la sua economia e salvaguardare l’ambiente. Non è una mera affermazione, ma un progetto concreto: diventare un hub energetico nel Mediterraneo. È tempo di decisioni: rinnovabili, nucleare o mantenere lo status quo, che è difficile da sostenere. È cruciale avere un dialogo aperto, dove sia legittimo esprimere dubbi sul nucleare, evitando però posizioni ideologiche. Vi sono investitori nel settore delle rinnovabili pronti a garantire serietà. Ci sono le condizioni per fornire compensazioni giuste ai territori. Non ci sono colonizzazioni in corso; è necessario discutere, comprendere e mettersi in gioco. Le soluzioni virtuose emergono quando l’obiettivo è condiviso e puntiamo a una transizione partecipata. Non possiamo sfuggire alla domanda: come produciamo energia? E ancora: dove e come la produciamo? Il territorio siciliano e quello trapanese devono fornire risposte chiare. È essenziale mirare all’autonomia energetica, adottando un approccio tecnico e scientifico con la partecipazione attiva dei territori. Ciò che conta è la possibilità di discutere con nuovi parametri culturali, capaci di superare narrazioni tossiche che non rispecchiano la realtà ma cercano di limitarla.”

Le introduzioni sono state seguite da ulteriori interventi:

Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde): “Le energie rinnovabili devono essere sostenibili e co-progettate con le comunità locali, agricoltori e cittadini. Questa è la grande sfida per fare della Sicilia un leader nella transizione energetica. La rivoluzione EcoDigital ci spinge verso l’utilizzo maturo delle rinnovabili, in particolare solare ed eolico, evidenziando l’importanza della certificazione e del monitoraggio costante delle opere, che devono rispettare l’ambiente, la fauna migratoria e le risorse marine e terrestri. Il solare, in questo contesto, può essere rafforzato attraverso un agrivoltaico co-progettato con le imprese agricole e le comunità, in un modello che prevede moduli elevati sopra le coltivazioni, garantendo energia pulita senza sacrificare il suolo agricolo. Inoltre, è cruciale che gli impianti eolici offshore rispettino le rotte migratorie, la biodiversità marina e le produzioni locali. Il valore di questo incontro risiede nella partecipazione della comunità scientifica nazionale, la cui autorevolezza è garanzia di qualità per realizzare rinnovabili veramente sostenibili e per rilanciare le economie locali.”

Francesco Petracchini (Direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, CNR): “Noi scienziati lavoriamo per fornire ai decisori politici gli strumenti necessari per comprendere i percorsi in atto e identificare le migliori strategie. È evidente che, per quanto riguarda il cambiamento climatico e l’inquinamento, i percorsi sono già tracciati. Dal punto di vista climatico, è cruciale agire su due fronti: implementare rapidamente le tecnologie disponibili per ridurre le emissioni e adottare soluzioni per attenuare gli impatti.”

Valeria Palummo (Assegnista di ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn presso il Sicily Marine Centre – Sede di Palermo): “Le ricerche condotte dall’istituto hanno portato a una comprensione approfondita degli habitat e degli ecosistemi nella zona marina interessata dall’eolico offshore. L’analisi dei dati ha fruttato risultati scientifici significativi, permettendo di identificare aree prioritarie per la conservazione. Queste evidenze hanno supportato le procedure di valutazione dell’impatto ambientale relative alla creazione di impianti eolici offshore, dimostrando come la ricerca scientifica sia fondamentale per guidare scelte strategiche che uniscano la protezione della biodiversità e lo sviluppo di energie rinnovabili. Una transizione autenticamente condivisa può solo fondarsi su una base scientifica robusta, continua e aggiornata, alimentata dalla sinergia tra ricerca, istituzioni, imprese e territori. È dall’integrazione delle competenze e dalla condivisione delle conoscenze che possono scaturire decisioni più consapevoli, capaci di coniugare innovazione, conservazione e sviluppo sostenibile.”

Gian Marco Luna (Direttore del CNR-IRBIM): “Affrontare la transizione ecologica richiede una profonda conoscenza scientifica del Mar Mediterraneo. Solo attraverso dati, monitoraggi a lungo termine e ricerca si possono gestire in modo sostenibile le risorse marine, comprendere gli impatti dei cambiamenti climatici e supportare la blue economy verso un futuro resiliente e competitivo. La scienza deve fungere da bussola per trasformare le sfide climatiche in opportunità di sviluppo sostenibile per il mare, la pesca e le comunità costiere.”

È poi seguita l’intervento di:

Federico Boschi (Capo Dipartimento Energia, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica): “Oggi è sempre più evidente che l’obiettivo principale di decarbonizzazione deve armonizzarsi con la necessità di un’ampia tutela ambientale e la competitività delle nostre imprese a livello internazionale. La tecnologia eolica offshore rappresenta una grande opportunità se riesce a combinare la tutela ambientale con la competitività. In tal senso, il MASE ha cercato di migliorare l’efficienza del processo per la realizzazione degli impianti eolici offshore, promuovendo una filiera italiana attraverso il D.L. 181 del 2023. Stiamo lavorando per creare un polo strategico nel settore della progettazione, produzione e assemblaggio di piattaforme galleggianti, con l’area portuale di Augusta come priorità. Stiamo anche cercando di definire soluzioni che abbattano i costi delle bollette, considerando la possibilità di cumulabilità delle tariffe con altre forme di aiuto, come il tax credit sull’investimento e contributi in conto capitale.”

Francesco Colianni (Assessore dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, Regione Siciliana): “Abbiamo approvato in Commissione Ambiente un disegno di legge sull’Energia, atto a governare la transizione energetica regionale, che ha beneficiato di contributi da tutte le forze politiche. Questo disegno di legge si basa su un’analisi dettagliata dello stato attuale della transizione in Sicilia: la nostra Isola ha il burden sharing più alto d’Italia, con circa 10,48 GW da realizzare entro il 2030. Attualmente, abbiamo 3,3 GW già installati; 10,7 GW autorizzati e 30 in fase di istruttoria. Questo quadro chiarisce che la transizione energetica in Sicilia è in crescita. La legge include anche una norma di salvaguardia che garantisce benefici tangibili ai cittadini siciliani e alle imprese. Gli ambiti di accelerazione previsti nel disegno di legge faciliteranno le autorizzazioni per le categorie energetiche sottoutilizzate e le aree idonee. La Sicilia sta svolgendo un ruolo strategico nella transizione energetica a livello nazionale, un dato che diventerà sempre più chiaro quando Arera applicherà le tariffe zonali.”

Jose Marano (Deputata e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare EcoDigital, Assemblea Regionale Siciliana) ha affermato “Il processo di transizione verso fonti di energia rinnovabili non va visto solo come un passo necessario per contrastare il cambiamento climatico, ma anche come un’opportunità di sviluppo per i nostri territori. La transizione ecodigitale richiede investimenti, come nel caso delle comunità energetiche, che possono portare benefici ambientali, sociali ed economici. La sostenibilità ambientale non è solo un concetto astratto, ma ha bisogno di azioni concrete. La politica deve affrontare questa sfida, riportando al centro dell’agenda politica i temi ambientali, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere il nostro Paese competitivo.”

Alessandro Giannì (Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Scientifiche, Greenpeace Italia): “L’ecosistema del Mediterraneo è sotto forte minaccia a causa di fattori come la pesca eccessiva, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Gli attori politici, economici e sociali, sia in Sicilia che altrove, devono unirsi in uno sforzo coordinato per proteggere e ripristinare le risorse del nostro mare.”

Riccardo Toto (Direttore Generale di Renexia): “La minaccia climatica impone scelte responsabili e il negazionismo ideologico rallenta il progresso del Paese. L’eolico marino galleggiante è diventato un pilastro fondamentale del mix energetico nazionale, con costi competitivi rispetto al gas. Questa tecnologia può generare nuova profondità industriale attraverso filiere dedicate e occupazione qualificata. Il progetto Med Wind è il risultato di un processo di condivisione con il territorio, essenziale per ogni opera strategica, e Renexia è aperta al dialogo basato su dati e analisi scientifiche. Solo così la Sicilia può trasformare la minaccia climatica in possibilità di sviluppo sostenibile.”

Sono intervenuti inoltre il Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, Dario Safina e l’imprenditore Gaspare Panfalone.

Il convegno, moderato dal giornalista Antonio Giordano, ha delineato i temi e le prospettive di un processo che, supportato dalle necessarie validazioni scientifiche, punta a convertire la sfida climatica nella migliore opportunità di riscatto, resilienza e sviluppo economico per la Sicilia, trasformandola in un laboratorio d’eccellenza per l’intero Paese attraverso un percorso partecipato multilivello condiviso.

La tecnologia e l’innovazione digitale, insieme allo sviluppo delle fonti rinnovabili, sono centrali in questo scenario e rappresentano una leva strategica per tutti i settori produttivi. Tuttavia, la transizione verso un’economia sostenibile, efficiente e competitiva non può essere imposta dall’alto; deve essere accompagnata da percorsi partecipati che coinvolgano attivamente i territori.

Media partners: Italpress, Askanews, QualEnergia, Opera2030.

– foto ufficio stampa Fondazione UniVerde –

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