Creazione, ricerca e innovazione: affrontare le sfide future nel settore della pesca

Creazione, ricerca e innovazione: affrontare le sfide future nel settore della pesca

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PESCATORI RETI DA PESCA NELLA LAGUNA DI VENEZIA (VENEZIA – 1993-01-31, Maurizio Maule) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

“Il settore della pesca si trova oggi di fronte a sfide cruciali, che includono gli effetti del cambiamento climatico, la salvaguardia della biodiversità marina e la necessità di unire sostenibilità ambientale, economica e sociale. In questo contesto, la ricerca e l’innovazione sono strumenti essenziali per supportare le imprese e guidare il settore verso nuovi modelli di sviluppo, e desidero enfatizzare l’impegno del Ministro Lollobrigida e del Sottosegretario La Pietra, che ringrazio”, ha affermato il Presidente del CREA, Andrea Rocchi.

“Il CREA offre competenze, tecnologie e conoscenze per garantire una gestione sempre più efficiente delle risorse, rafforzare la competitività della filiera e contribuire all’elaborazione di politiche basate su solide evidenze scientifiche, anche grazie alla preziosa collaborazione con partner come la Direttrice generale di Federpesca, Francesca Biondo, e la Direttrice generale del Masaf, Graziella Romito” – ha aggiunto -. Il futuro della pesca e dell’acquacoltura dipende dalla capacità di integrare ricerca, innovazione, imprese e istituzioni. Il CREA sta potenziando il proprio ruolo di hub nazionale “terra-mare”, integrando competenze scientifiche, tecnologiche, economiche e nutrizionali per supportare il MASAF nella raccolta e analisi dei dati e nella diffusione di soluzioni innovative per il settore. Dall’acquacoltura di precisione all’intelligenza artificiale, dagli strumenti di monitoraggio degli ecosistemi alle tecnologie per una pesca più selettiva e sostenibile, la ricerca fornisce risposte concrete alle sfide del cambiamento climatico, della biodiversità e della competitività delle filiere.”

“Progetti come il Piano straordinario sul granchio blu o le iniziative per il recupero della vongola lupino (Chamelea gallina) mostrano come, attraverso la sinergia tra ricerca, istituzioni e aziende, si possano trasformare le difficoltà in opportunità di sviluppo. Il CREA continuerà a fornire dati, competenze e innovazione per rafforzare un settore ittico sempre più sostenibile, resiliente e competitivo, contribuendo alla sicurezza alimentare e alla valorizzazione del Made in Italy”, ha concluso.

Durante l’incontro, è stata evidenziata l’urgenza di incrementare il dialogo tra istituzioni, mondo della ricerca e settore produttivo per affrontare con un approccio condiviso le trasformazioni che interessano il comparto ittico. Innovazione tecnologica, sostenibilità, valorizzazione delle produzioni e trasferimento dei risultati della ricerca sono stati identificati come elementi cruciali per garantire la competitività della pesca italiana e la protezione delle risorse marine. “La partecipazione del CREA a questa iniziativa sottolinea il suo ruolo come punto di riferimento della ricerca pubblica a supporto delle filiere agroalimentari, forestali, della pesca e dell’acquacoltura, mirando a promuovere l’innovazione e sostenere lo sviluppo sostenibile del sistema produttivo nazionale”, si legge in una nota.

– Foto Ipa Agency –

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