Un aumento del 30% degli alberi potrebbe ridurre del 36% l'impatto del calore urbano.

Un aumento del 30% degli alberi potrebbe ridurre del 36% l’impatto del calore urbano.

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Il team ha esaminato i dati provenienti da Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Roma, Torino e Verona, città di diverse dimensioni e contesti geografici. Cosa sarebbe successo se ogni quartiere avesse raggiunto un livello di copertura arborea pari almeno al 30% durante l’eccezionale ondata di calore dell’estate 2003? Secondo le stime, ciò avrebbe potuto ridurre di circa il 36% l’impatto, misurato come eccesso di mortalità da calore tra gli over 65.

Gli autori – Theodore Endreny, Marco Ciolfi, Anna Endreny, Francesca Chiocchini e Carlo Calfapietra del Cnr-Iret e della State University of New York – hanno applicato il modello climatico urbano avanzato “i-Tree Cool Air”, combinando dati su temperatura, umidità, utilizzo del suolo e vegetazione, per stimare come gli alberi raffreddano l’ambiente attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, ovvero il processo che consente loro di liberare acqua nell’atmosfera contribuendo alla dissipazione del calore.

“I vantaggi sarebbero particolarmente significativi nei quartieri più urbanizzati e densamente popolati, dove l’effetto isola di calore urbana è più marcato,” spiegano Ciolfi e Chiocchini. “Il raffreddamento dipende anche dalla disponibilità d’acqua: nei climi mediterranei, sempre più soggetti a siccità, potrebbe essere necessaria l’integrazione di infrastrutture verdi e sistemi efficienti per la gestione delle acque, così da mantenere in salute gli alberi senza incrementare eccessivamente l’umidità”

“In risposta all’urgenza di preparare le città al caldo estremo, questa ricerca offre una soluzione concreta. Le foreste urbane possono rappresentare una risposta per la resilienza climatica, a vantaggio della salute pubblica e della qualità della vita, insieme a un aumento delle superfici permeabili e a sistemi di gestione delle acque piovane. Puntiamo a sviluppare modelli dettagliati per identificare i quartieri da destinare a nuove piantumazioni” aggiunge Endreny (Cnr-Iret e State University of New York).

Il lavoro mette in luce anche altri vantaggi: riduzione dell’inquinamento atmosferico e migliore drenaggio delle acque piovane grazie a superfici più permeabili, oltre a un maggior assorbimento di CO2. In sintesi, l’aumento della presenza di alberi sarebbe associato a vantaggi ambientali collaterali stimati in circa 56 mila dollari all’anno per chilometro quadrato.

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