Sgombero del presidio al polo Acca, tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine.

Vertenza Acca, Biffoni: “Proteggere i 95 posti di lavoro”. Blasi: “Sfruttamento diffuso, lo Stato deve intensificare i controlli”.

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Il nostro impegno come istituzioni rimane invariato. Vogliamo tutelare i 95 posti di lavoro e garantire che godano di tutte le protezioni previste dalla legge. Questo vale per la vertenza Acca e per ogni altra questione nel nostro territorio,”, afferma il sindaco Matteo Biffoni. “Il tavolo istituzionale convocato in Provincia dal presidente Calamai lo scorso 1° luglio, dove ci si confronta tra le parti, rimane lo strumento essenziale per trovare una soluzione concreta; senza dialogo tutto diventa più difficile. È necessario esplorare ogni possibilità e noi ci impegneremo a farlo.”La difesa del lavoro e di un sistema produttivo sano è una priorità indiscutibile. Non è solo un slogan. È il terreno su cui Prato costruisce il suo futuro,” prosegue il sindaco. “Questa città conosce il valore del lavoro meglio di chiunque altro. È il risultato di sforzi di generazione in generazione. Lo voglio dire chiaramente: chi pensa di poter operare nel nostro territorio comprimendo i diritti dei lavoratori commette un grave errore“, conclude Biffoni. “Troverà sempre un fronte unito da parte di tutte le istituzioni a difesa di quei diritti. La legalità e la dignità del lavoro non sono in vendita.

Il vicesindaco Diego Blasi aggiunge: “Questa situazione mette in luce il complesso problema della difesa dei propri diritti in un tessuto produttivo complicato come quello pratese. Lo sciopero è un diritto sancito dall’articolo 40 della Costituzione. Le manifestazioni di Seano sono momenti dolorosi per tutti noi e speriamo di non doverli vedere più. Ledono la dignità dei lavoratori e sono una ferita per l’intera comunità. Lo sono ancor di più considerando che l’azienda è sotto processo per sfruttamento e caporalato ed è oggetto di indagine da parte della Procura europea per una presunta frode fiscale di 71 milioni di euro. Comunque, abbiamo piena fiducia nella magistratura e negli sforzi di contrasto all’illegalità e al caporalato che sono in corso. Ciò che è successo ci costringe a riflettere sulle zone grigie del nostro sistema produttivo. Lo sfruttamento in alcune parti del distretto è diffuso e profondo. La politica deve intervenire,” continua Blasi. “Chiediamo allo Stato centrale un impegno forte. Servono più agenti delle forze di polizia e maggior numero di ispettori del lavoro. Serve un’azione più incisiva nei controlli per ripulire chi opera nell’illegalità. I lavoratori non possono mai essere la parte che paga il prezzo più alto. Le istituzioni di Prato sono al loro fianco, oggi e in futuro.

Fonte: Ufficio stampa Comune di Prato

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