A partire dal 15 settembre, Kandinsky in mostra a Palazzo Bonaparte a Roma

A partire dal 15 settembre, Kandinsky in mostra a Palazzo Bonaparte a Roma

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Due figure femminili svolgeranno un ruolo centrale nella mostra, in quanto contribuirono in modo sostanziale alla sua affermazione: Gabriele Munter, compagna di vita per oltre dieci anni, un’artista di grande talento poco conosciuta fino a pochi anni fa, i cui straordinari lavori verranno esposti per la prima volta; e Nina Kandinsky, moglie devota e instancabile custode della memoria del marito. La generosità di Nina, che ha donato numerose opere al Centre Pompidou di Parigi, ha reso possibile la conservazione di un immenso patrimonio artistico che oggi rivela il suo splendore a Roma, in un evento unico e irripetibile. Mentre l’istituzione francese si prepara a una chiusura prolungata per restauri, la Capitale si pone come principale punto di riferimento internazionale per la riscoperta dell’opera di Kandinsky, offrendo al pubblico italiano l’opportunità rara di ammirare capolavori che solitamente rimangono a Parigi. La mostra non si limita a narrare la vita di uno dei maggiori artisti del Novecento, ma esplora anche le origini di una rivoluzione artistica. Per Kandinsky, infatti, un colore poteva evocare la melodia di una canzone, mentre una linea poteva trasmettere un’emozione. Questa concezione innovativa ha portato alla nascita dell’astrattismo, un linguaggio completamente nuovo che ha cambiato per sempre la storia dell’arte e il nostro modo di percepire il mondo. Attraverso cinque sezioni, il percorso espositivo guiderà il visitatore in un viaggio straordinario che attraversa la vita e la ricerca dell’artista: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all’esperienza fondamentale al Bauhaus e all’ultima fase parigina. Tra le opere esposte spiccano capolavori iconici come Gelb-Rot-Blau (1925), considerato uno dei massimi esempi della sua artistica: una composizione in cui forme e colori si organizzano in una logica quasi musicale, creando un’esperienza visiva intensa e coinvolgente. La mostra riflette la complessità della figura di Kandinsky: pittore, teorico, insegnante, intellettuale e protagonista delle avanguardie europee. Accanto alle opere pittoriche, saranno in mostra anche documenti, fotografie, oggetti personali e materiali dalla Bibliothèque Kandinsky che permetteranno di entrare nella dimensione più intima e quotidiana dell’artista. Inoltre, il percorso sarà arricchito da approfondimenti sulle sue teorie riguardanti il legame tra colore, forma e musica. Non mancherà la possibilità di sperimentare le geometrie e i colori di Kandinsky in una sala immersiva appositamente realizzata per l’esposizione. Nato a Mosca nel 1866, Vassily Kandinsky non sembrava destinato a diventare uno degli artisti più rivoluzionari della storia. Dopo aver studiato giurisprudenza ed economia e intrapreso una promettente carriera accademica, attorno ai trent’anni compie una scelta radicale: lascia tutto per dedicarsi alla pittura, trasferendosi a Monaco di Baviera, centro culturale dell’Europa artistica all’inizio del Novecento, dove entra in contatto con un fermento culturale che trasformerà per sempre il volto dell’arte moderna.

Due esperienze, in particolare, influenzeranno profondamente la sua ricerca. La prima è l’incontro con gli Covoni di Claude Monet: dinanzi a quelle forme che si dissolvono nel colore, Kandinsky realizza che un dipinto può suscitare emozioni anche senza rappresentare fedelmente la realtà. La seconda è l’ascolto del Lohengrin di Richard Wagner al Teatro Bol’šoj di Mosca: un’esperienza quasi rivelatrice, che gli fa intravedere la possibilità di un’arte priva di oggetti che possa agire come la musica, evocando emozioni, ricordi e immagini interiori. Questa intuizione darà vita a una delle rivoluzioni artistiche più notevoli del Novecento. Nel 1911, Kandinsky fonda, insieme a Franz Marc e Gabriele Münter, il Der Blaue Reiter, un movimento che pone al centro dell’arte la dimensione spirituale ed emotiva dell’esperienza umana. In questi anni, il colore ottiene progressivamente la propria autonomia, e la pittura si avvicina, passo dopo passo, all’astrazione. Questo periodo cruciale, compreso tra il 1911 e il 1914, occupa un posto centrale nel percorso espositivo. Opere fondamentali come L’Arco nero (1912), tra i capolavori più celebri della collezione del Centre Pompidou, testimoniano il passaggio decisivo verso un linguaggio artistico completamente nuovo, dove forme, colori e segni ottengono una forza espressiva indipendente dalla mera rappresentazione del reale. In questo contesto, ampio spazio sarà dedicato anche alla figura di Gabriele Münter, compagna di Kandinsky in quegli anni e una figura di spicco dell’Esprressionismo tedesco, nota per i suoi contributi al gruppo del Blaue Reiter; sarà esposta una selezione di opere di alta qualità accompagnate da documentazione che metterà in luce il suo lavoro. Münter ha condiviso con Kandinsky un periodo di intensa ricerca e sperimentazione, contribuendo in modo fondamentale allo sviluppo delle nuove avanguardie. Il loro rapporto, profondo e complesso, ha intrecciato dimensione personale e dialogo artistico, lasciando un segno significativo in una fase cruciale per la nascita dell’astrazione. L’inizio della Prima guerra mondiale segna il ritorno dell’artista in Russia, dove partecipa attivamente alla riorganizzazione della vita culturale in un contesto rivoluzionario. Nel 1921, viene chiamato in Germania per insegnare al Bauhaus, un centro nevralgico delle avanguardie europee, approfondendo ulteriormente la relazione tra forma, colore e struttura compositiva. La chiusura della scuola nel 1933 da parte del regime nazista lo costringe a trasferirsi a Parigi, dove rimarrà fino alla sua morte nel 1944, lasciando un’eredità fondamentale per l’arte moderna e contemporanea. La mostra è sponsorizzata da Generali Valore Cultura, con Atac e Frecciarossa come mobility partner, Urban Vision e La Repubblica come media partner, Dimensione Suono Soft come radio partner e Ferrari Trento come sponsor tecnico. Il catalogo è edito da Moebius.

– foto ufficio stampa Mostra Kandinsky –

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