“Italia ed Europa non partono da zero. Dispongono di risparmi, ricerca, settori imprenditoriali e competenze. Tuttavia, queste risorse non vengono sempre unite in modo tale da supportare progetti ambiziosi su larga scala. È necessario potenziare la capacità di mobilitare capitali per le imprese che innovano, crescono e trasformano la ricerca in applicazioni pratiche,” afferma Panetta. “Questa è la sfida che affronteremo oggi: garantire che l’intelligenza artificiale non rimanga limitata alla frontiera tecnologica, ma diventi uno strumento di sviluppo diffuso; e creare le condizioni finanziarie necessarie affinché questa trasformazione avvenga in Italia e in Europa,” conclude.
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