Incendio all'impianto di rifiuti di Livorno: i risultati delle analisi Arpat sui campioni vegetali

Incendio all’impianto di rifiuti di Livorno: i risultati delle analisi Arpat sui campioni vegetali

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Riguardo all’incendio che è scoppiato lo scorso 18 giugno nella zona industriale di Livorno, all’interno di un’azienda specializzata nel recupero di rifiuti, Arpat riferisce che sono ora disponibili i risultati delle analisi effettuate sui campioni di vegetali a foglia larga prelevati il giorno successivo all’incendio, il 19 giugno, nelle aree più colpite dalla ricaduta dei fumi.

I punti di campionamento sono stati selezionati dal Settore Modellistica dell’Agenzia, sulla base delle simulazioni di dispersione degli inquinanti atmosferici, così da concentrare i prelievi nelle zone con la massima ricaduta delle sostanze emesse durante l’incendio. Le analisi hanno riguardato vegetali a foglia larga, focalizzandosi sulla ricerca di diossine, furani, policlorobifenili (PCB) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

I risultati rivelano che nei campioni di vegetali, identificati come P1, P2 e P4, prelevati nelle aree di massima ricaduta dei fumi, non sono state rilevate diossine, furani né PCB. Le concentrazioni misurate risultano infatti sotto i limiti di quantificazione (LOQ), indicando l’assenza di quantità misurabili di queste sostanze. Solo nel punto di controllo “bianco” sono state trovate tracce non misurabili di Eptacloro diossina e Ottacloro diossina, dimostrando i valori estremamente bassi di questi inquinanti. Per gli IPA, è stata osservata la presenza di Benzo[a]Pirene e altri composti simili, ma a concentrazioni basse. I valori riscontrati sono significativamente inferiori ai valori di fondo normalmente associati agli ortaggi.

La mappa allegata illustra i tre punti di campionamento della vegetazione (P1, P2 e P4) e il punto di controllo (“bianco”), prelevato a circa un chilometro dall’area dell’incendio, nella direzione opposta rispetto alla dispersione dei fumi e lontano da altre possibili sorgenti emissive, per un confronto con un campione di riferimento.

I siti di campionamento selezionati erano collocati principalmente in aree non urbanizzate, caratterizzate da accesso limitato e dalla presenza di sentieri sterrati o difficilmente praticabili. Il supporto logistico della Protezione Civile ha permesso al personale di ARPAT di accedere in sicurezza a tutti i punti di campionamento e completare i prelievi vegetali.

In sintesi, Arpat ha spiegato che i risultati delle analisi non mostrano la presenza di diossine e PCB nei campioni di vegetazione analizzati. Questo implica che, anche se tali sostanze fossero state generate durante l’incendio, non risultano presenti in quantità misurabili sui vegetali esaminati, probabilmente perché si sono disperse nell’ambiente.

Per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), è stata evidenziata la loro presenza, ma in concentrazioni contenute e notevolmente inferiori ai valori di fondo normalmente riscontrabili negli ortaggi. Pertanto, i dati disponibili non indicano criticità legate alla contaminazione delle vegetali campionati.

I risultati analitici ottenuti sui campioni di vegetali analizzati sono riassunti qui.

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