Distretto tessile di Prato, UGL: "È necessaria una svolta per lavoro e diritti, basta sfruttamento"

Crisi della moda, i sindacati: “Cinque proposte per risanare il distretto”

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La crisi del settore moda e le strategia per rivitalizzarlo sono al centro della piattaforma presentata da Cgil Fi-Cisl Fi/Po-Uil Toscana coord.Firenze durante lo sciopero generale regionale unitario dell’industria, in programma il 9 luglio (con manifestazione a Firenze). La moda ha storicamente rappresentato un settore fondamentale per l’economia fiorentina e regionale, nonché un patrimonio di saperi e strutture locali. Tuttavia, da alcuni anni il settore sta affrontando una crisi, i cui dati sono inequivocabili (si veda il documento allegato). È imperativo dare risposte tempestive per prevenire la deindustrializzazione e la perdita di posti di lavoro di qualità e competenze.

1) RINFORZARE IL LEGAME CON IL TERRITORIO. Chiediamo alla Regione di riattivare il tavolo del settore coinvolgendo anche i principali gruppi presenti, affinché i marchi affermati mantengano i volumi produttivi nella nostra area. Il nostro territorio deve restare un punto di riferimento per l’eccellenza produttiva e creativa; di conseguenza, i brand devono adottare politiche di reshoring. Con l’apertura di nuovi mercati, come il Sudamerica grazie all’accordo di libero scambio UE-Mercosur, è cruciale mantenere la produzione locale e evitare la delocalizzazione. E’ fondamentale preservare la tradizione manifatturiera del territorio. I marchi devono tutelare l’occupazione locale e garantire un uso efficiente degli strumenti di sostegno occupazionale.

2) FILIERA LEGALI, TRACCIABILI, QUALIFICATE E SOSTENIBILI. Le filiere produttive del nostro distretto devono essere legali, tracciabili e sostenibili, caratterizzate da elevate competenze lavorative e completate da tutte le componenti merceologiche. È necessario che i brand accorcino i livelli di subfornitura e valorizzino le professionalità esistenti; devono impegnarsi per garantire la legalità delle catene di fornitura, collaborando con enti di controllo e organizzazioni sindacali e garantendo la sostenibilità economica della filiera. È essenziale che il sistema imprenditoriale prenda impegni comuni, contribuendo attivamente alla definizione di regole e pratiche che assicurino la sostenibilità dell’intera catena produttiva.

3) ACCESSO AL CREDITO E SOSTEGNI ECONOMICI. I brand devono supportare le filiere locali e promuovere la loro qualificazione tramite sostegni per la diversificazione, l’aggregazione, l’innovazione e la stabilità finanziaria delle aziende. È necessaria una collaborazione con le istituzioni per creare strumenti di accesso al credito, specialmente per le piccole imprese che non hanno risorse per affrontare autonomamente i processi di trasformazione. In particolare, gli investimenti in nuove tecnologie e intelligenza artificiale devono andare di pari passo con piani per la riqualificazione e formazione dei lavoratori, affinché l’innovazione crei occupazione nel distretto anziché ridurla.

4) FORM~AZIONE. La formazione professionale deve essere pianificata in modo condiviso tra marchi, sistema delle imprese, parti sociali e istituzioni, valorizzando strumenti esistenti e creando percorsi per preservare e innovare le competenze manifatturiere nel distretto. È fondamentale che le scelte di politica industriale siano frutto di un lavoro comune, in modo che la trasformazione tecnologica avvenga a beneficio dell’intero distretto. I brand devono essere disponibili a partecipare ai tavoli di lavoro istituzionali e, insieme a enti pubblici e sindacati, definire linee di investimento che riproducano le competenze, l’innovazione e la creatività delle nostre filiere, riformulando la qualità e la reattività del distretto di domani.

5) FONDI EUROPEI E CLAUSOLE OCCUPAZIONALI. In questo contesto, chiediamo che i fondi strutturali europei per le PMI toscane siano accompagnati da clausole occupazionali chiare e da bandi accessibili anche per le piccole realtà artigianali, che sono il nucleo del nostro distretto, e garantendo la salvaguardia della filiera commerciale e logistica locale, essenziale per l’occupazione e la continuità delle dinamiche produttive.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze – Ufficio Stampa

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