‘Il mercato immobiliare italiano ha certamente mostrato un trend di crescita e stabilizzazione nel volume delle compravendite. Il settore turistico continua a prosperare, con un aumento sia nel numero di visitatori che nelle scelte legate alle case vacanza – ha affermato Fabrizio Segalerba, presidente nazionale FIAIP – Questo incremento del valore delle locazioni turistiche si osserva non solo nelle località più popolari, ma anche nel turismo esperienziale, dove si cerca di colmare le lacune in termini di ricettività in diverse aree del nostro territorio, in cui le locazioni turistiche suppliscono alla scarsa disponibilità di hotel o strutture simili’. Secondo il centro studi, nel 2026 il turismo genererà una spesa complessiva di 190 miliardi di euro, contribuendo al PIL nazionale con 247 miliardi, per un’incidenza dell’11%. Inoltre, l’imposta di soggiorno ha raggiunto 1,2 miliardi di euro. Nel primo trimestre del 2026, le presenze totali sono state 71,6 milioni. Nonostante l’ampio contributo dei visitatori stranieri e una domanda internazionale in crescita che esplora aree italiane meno conosciute, circa il 75% delle presenze si concentra in un ristretto 4% del territorio nazionale.
Questo dato, secondo Segalerba, evidenzia che c’è ‘la necessità di trasformare l’ambito turistico: non solo le grandi città d’arte o le attrazioni più visitate, ma l’intero territorio nazionale. L’Italia può offrire esperienze significative e positive: servono più visitatori anche nelle aree interne, che rappresentano le bellezze del nostro paese’. Un altro aspetto emerso dalla ricerca riguarda il sistema ricettivo italiano, che conta oltre 714.675 strutture registrate; di queste, il 70,6% appartiene al settore extralberghiero non imprenditoriale. Le strutture extralberghiere complementari costituiscono circa il 25% dell’offerta, mentre il 4,4% è costituito da esercizi alberghieri. L’aumento delle locazioni brevi, la crescita della domanda di seconde case e l’interesse per gli immobili a reddito turistico stanno cambiando profondamente le strategie di investimento. Ad oggi nel 2026 risultano censite oltre 714.675 strutture ricettive, delle quali oltre 633.636 già dotate di CIN. Parallelamente, il mercato delle seconde case continua a costituire una parte significativa della domanda immobiliare nazionale, con una previsione di circa 230.100 compravendite di abitazioni turistiche, dove il 18,2% degli acquisti immobiliari è finalizzato a scopi di investimento.
Leonardo Piccoli, presidente del Centro studi Nazionale FIAIP, ha sottolineato che ‘la stagione invernale ha registrato un +14% rispetto a una previsione del +12%. Questo è un dato molto positivo, stimolato dall’effetto Milano-Cortina, in vista delle Olimpiadi invernali. Tuttavia, un altro dato cruciale che emerge dalla valutazione dei dati indica che le presenze totali in Italia nel 2026 raggiungeranno un record di 485 milioni. Questo è un numero significativo, ma ciò che conta è che sarà distribuito nei 12 mesi in modo più uniforme ed equilibrato. In sintesi, questo fenomeno si chiama destagionalizzazione, che si sta già verificando in forma naturale, anche grazie alle numerose persone di età compresa tra 65 e 80 anni, che in Europa saranno circa 80 milioni e che viaggeranno liberamente in Italia e in Europa senza dover chiedere permessi o ferie. Questo fattore influenzerà il mercato turistico, immobiliare e dei consumi’. Un tema particolarmente delicato nel contesto del turismo e del mercato immobiliare è quello degli affitti brevi, il cui impatto a volte aggrava la crisi abitativa attuale nel paese.
‘Crediamo che ogni proprietario debba avere la libertà di affittare un immobile come meglio crede. Tuttavia, non riteniamo che la crisi abitativa in Italia derivi dagli affitti brevi, che costituiscono all’incirca il 2% del totale degli immobili, ovvero circa 600.000 abitazioni all’interno di questo circuito – ha spiegato Segalerba – Riconosciamo che in certe aree, in particolare nei centri storici di città come Firenze, Roma, Bologna e Venezia, ci sono delle difficoltà, ma è anche vero che le locazioni turistiche contribuiscono a colmare il gap nella ricettività. Va considerato che il 92% di queste 600.000 abitazioni nel circuito turistico sono di proprietà privata, affittate per ottenere un reddito e contribuire quindi al reddito pro capite delle famiglie. Di conseguenza, si tratta di un sistema che genera valore per il nostro paese’.
Secondo il presidente nazionale FIAIP, per affrontare la crisi abitativa è necessario tenere in considerazione che ‘questo paese, negli ultimi 30 anni, ha trascurato le politiche abitative a livello sociale: abbiamo un numero di immobili in edilizia residenziale pubblica che, confrontato con paesi vicini come la Francia, è infinitamente inferiore – poco meno di 900.000 abitazioni contro 4,5 milioni in Francia. Ci auguriamo che il Piano Casa, attualmente in fase di approvazione, possa colmare queste lacune. Abbiamo espresso un parere favorevole, ma è essenziale investire nell’ERP e nell’ERS nel nostro paese, e non si può pensare che una politica limitativa degli affitti brevi risolva tutti i problemi’. Anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, ha commentato questo tema durante l’incontro odierno, affermando che ‘È necessaria una pianificazione, altrimenti il rischio è che un numero eccessivo di abitazioni affittate a breve termine, soprattutto in alcune zone delle grandi città, possa generare degrado e, in generale, insufficienza nella qualità della vita dei nostri concittadini. Occorre quindi creare tavoli di lavoro per sviluppare al meglio il settore turistico e degli affitti brevi, in particolare nelle grandi città. È essenziale evidenziare che il governo italiano ha assunto posizioni chiare in merito, senza ricorrere a divieti per nessuno’.
Riflettendo sul Piano Casa, che sta completando il suo iter parlamentare, Morelli ha ricordato che è ‘destinato a una fascia di popolazione con reddito molto basso, in riferimento alle case che saranno ristrutturate grazie agli investimenti del governo. La spesa media per abitazione è di circa 20.000 euro, il che significa rimettere sul mercato decine di migliaia di alloggi popolari. Inoltre, una parte sostanziale del Piano Casa è dedicata agli investimenti per la costruzione di nuovi immobili, che andranno a risolvere le difficoltà della classe media della nostra popolazione. Dunque, affitti calmierati e realizzazioni di nuovi immobili collegati al Piano Casa, in modo da garantire accesso all’abitazione a famiglie, giovani coppie, lavoratori fuori sede, studenti e genitori separati, altrimenti sarebbero costretti a lasciare le nostre città’.
Secondo il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale della Lombardia, Pierfrancesco Majorino, è fondamentale partire dal ‘fatto che molti cittadini italiani scelgono di affittare i loro appartamenti a breve termine per paura di non ricevere pagamenti stabili, oppure per metterli a disposizione durante gli anni universitari dei propri figli. Tuttavia, è importante affrontare questa questione senza demonizzare gli affitti brevi, ma ponendo interrogativi su perché esistano fasce di popolazione in difficoltà nel pagare l’affitto. Serve un intervento con strumenti adeguati, ma anche la capacità di distinguere tra piccoli proprietari e grandi interessi organizzati’.
– foto xh7/Italpress –
