Piantedosi alla Cerimonia di Chiusura dell'Anno Accademico 2025/2026 presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia

Piantedosi alla Cerimonia di Chiusura dell’Anno Accademico 2025/2026 presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia

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Il ministro agli allievi del 41° Corso: “La formazione è il primo strumento di sicurezza e il più significativo investimento per la tutela dei cittadini.”

Oggi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha partecipato alla cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2025-2026 presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia.

La cerimonia, che si è svolta a Roma nell’Auditorium “Carlo Mosca”, ha visto in apertura un saluto del direttore della Scuola, Massimo Modeo, a seguire l’intervento del ministro.

«In un’epoca in cui le minacce si evolvono rapidamente, la formazione è il primo strumento di sicurezza. Non si tratta di un costo né di un semplice aggiornamento professionale: è l’investimento più cruciale per garantire la sicurezza dei cittadini. Ogni operazione riuscita e ogni risposta efficace alle problematiche odierne sono il risultato di donne e uomini pronti ad affrontare scenari sempre più complessi. Tuttavia, la formazione non trasmette solo competenze. Forma anche il senso dello Stato, il rigore, l’equilibrio e l’etica del servizio pubblico. L’autorevolezza delle istituzioni deriva anche dalla coerenza, dall’imparzialità e dalla capacità di esercitare il proprio ruolo con umanità e un forte senso del dovere. Investire nella formazione significa, quindi, investire non solo nella capacità dello Stato di proteggere la collettività, ma anche nella fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni», ha sottolineato Piantedosi rivolgendosi ai partecipanti del 41° Corso.

All’evento, che si è concluso con la consegna dei diplomi e dei distintivi del Corso di Alta Formazione, hanno preso parte il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, i comandanti generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Salvatore Luongo e Andrea De Gennaro, e il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, insieme agli ambasciatori di Algeria, Argentina, Brasile e Panama in Italia.

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