Nuovo traguardo nella cura del tumore al polmone ALK-positivo

Nuovo traguardo nella cura del tumore al polmone ALK-positivo

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MILANO (ITALPRESS) – A sette anni dall’inizio dello studio CROWN, è stato confermato che lorlatinib fornisce la più lunga sopravvivenza libera da progressione (PFS) mai registrata per il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo avanzato. Questo trial internazionale di fase 3 ha confrontato lorlatinib, un inibitore di ALK di terza generazione sviluppato da Pfizer, con crizotinib in pazienti non precedentemente trattati con NSCLC ALK-positivo avanzato, mostrando una PFS mediana non ancora raggiunta, con il 55% dei pazienti ancora in risposta e una riduzione del 94% nel rischio di progressione intracranica. L’aggiornamento a sette anni conferma i risultati già osservati al follow-up di cinque anni, evidenziando la durata del beneficio clinico nel lungo termine.
In Italia, circa 108.900 persone convivono con il tumore del polmone, con una stima di 43.500 nuovi casi entro il 2025. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta circa l’80-85% di tutti i tumori polmonari. All’interno di questo gruppo, il 3-5% presenta un riarrangiamento del gene ALK, tipicamente associato a pazienti più giovani e spesso non fumatori. Una delle principali sfide cliniche in questa indicazione è il coinvolgimento del sistema nervoso centrale: fino al 40% dei pazienti sviluppa metastasi cerebrali nei primi due anni dalla diagnosi, rendendo essenziale il controllo intracranico nella valutazione della terapia.
“Il follow-up a sette anni dello studio CROWN rappresenta un traguardo importante nell’evoluzione delle terapie mirate per il tumore del polmone ALK-positivo”, afferma Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena di Roma. “La PFS mediana non ancora raggiunta, insieme a una probabilità del 55% di rimanere senza progressione, dimostra un prolungato controllo della malattia che fino a qualche anno fa sembrava impensabile. La riduzione del 94% del rischio di progressione intracranica ridefinisce significativamente le attese nei confronti di una terapia mirata di prima linea in questo contesto”.
Per il clinico che gestisce quotidianamente il NSCLC ALK-positivo avanzato, i dati a sette anni dello studio CROWN rappresentano un riferimento solido per le decisioni terapeutiche. Tuttavia, la possibilità di trasferire questi benefici nella pratica clinica dipende in gran parte dalla rapida identificazione dell’alterazione molecolare sottostante la malattia. L’identificazione del riarrangiamento di ALK è infatti un passaggio cruciale nel percorso diagnostico, necessario per indirizzare il paziente verso terapie mirate sul driver oncogenico.
“Nel carcinoma polmonare non a piccole cellule ALK-positivo, la diagnosi molecolare precoce è fondamentale affinché le terapie mirate possano esprimere il loro pieno potenziale e alterare significativamente il decorso clinico. L’identificazione tempestiva dell’alterazione di ALK consente di riconoscere fin dall’inizio i pazienti che possono trarre vantaggio dalle terapie mirate più efficaci”, sostiene Silvia Novello, Direttore dell’Oncologia Medica dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università degli Studi di Torino e Presidente dell’Associazione pazienti Women Against Lung Cancer in Europe (WALCE). “I risultati dello studio CROWN sono di nota rilevanza in una patologia che colpisce frequentemente pazienti giovani, con una spiccata tendenza al coinvolgimento cerebrale: si consolida, infatti, la possibilità di pensare a un controllo prolungato della malattia, superando la tradizionale logica della sola risposta al trattamento. Un cambiamento di paradigma con implicazioni concrete per la pianificazione del percorso di cura e la gestione del paziente, aprendo nuove prospettive future”.
Il significato clinico dei dati CROWN evidenzia anche il valore di una ricerca costruita nel tempo, in cui l’innovazione farmaceutica è parte integrante dell’evoluzione della medicina di precisione nel tumore del polmone.
“I risultati aggiornati a sette anni dello studio CROWN mostrano un beneficio clinico duraturo e senza precedenti: i dati indicano che la maggior parte dei pazienti con tumore del polmone avanzato ALK-positivo è viva e senza progressione di malattia, segnando un cambiamento significativo nella prospettiva di vita dei pazienti”, ha dichiarato Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia. “Lo studio CROWN dimostra come l’identificazione di un target driver e il suo trattamento mirato possano alterare significativamente la storia naturale della malattia. Questi risultati valorizzano ulteriormente il contributo di Pfizer nella ricerca oncologica e confermano il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni innovative per migliorare la cura dei pazienti con tumore del polmone avanzato”.
-foto f12/Italpress –
(ITALPRESS).

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