Alla cerimonia di firma hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, l’assessore alla Cura della Città di Torino Francesco Tresso, la presidente di Legambiente Piemonte Alice De Marco, insieme a numerose autorità civili e militari.
L’accordo istituisce, per la prima volta in Italia, l’Osservatorio per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali in Piemonte, che opera tramite un Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, coordinato dalla Prefettura di Torino a nome delle altre Prefetture.
Questa iniziativa nasce dall’aumento preoccupante dei reati ambientali, sia a livello nazionale che nel territorio piemontese, con un focus particolare su rifiuti, bonifiche e edilizia. È un problema che richiede risposte sempre più integrate e tempestive, specialmente considerando il recente inasprimento normativo delle sanzioni. In questo contesto, l’Osservatorio si configura come un modello di governance innovativo che promuove la collaborazione tra le istituzioni per superare la frammentazione degli interventi e migliorare la capacità di prevenzione e contrasto.
“La firma di questo protocollo” – hanno rimarcato il presidente Cirio e l’assessore Matteo Marnati – “segna un’importante tappa nel rafforzamento dell’impegno della Regione Piemonte e della Prefettura di Torino per la salvaguardia dell’ambiente e la promozione della legalità, attraverso un’azione coordinata che si basa su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Prestare attenzione ai settori più vulnerabili, come la gestione dei rifiuti, le bonifiche e i siti contaminati, nonché l’edilizia e le terre e rocce da scavo, significa incrementare la sicurezza dei cittadini e del territorio, oltre a contrastare l’illegalità e le organizzazioni criminali”.
“L’Osservatorio nasce dalla volontà di adottare un approccio multifattoriale su un tema così rilevante come la tutela dell’ambiente” – ha dichiarato il prefetto Cafagna – “Combinando le competenze della Direzione Ambiente della Regione, di Arpa Piemonte e delle ASL riguardo la salvaguardia del territorio, della salute e del paesaggio, con quelle delle Forze dell’Ordine che vigilano su questi ambiti da una prospettiva di sicurezza e contrasto ai reati. Questo passo rappresenta un avanzamento significativo nell’affrontare tematiche complesse come il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, la salvaguardia del patrimonio boschivo e faunistico, la prevenzione degli incendi e le frodi agroalimentari. È cruciale non dimenticare il contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nelle campagne, nel settore delle energie rinnovabili e nella gestione dei rifiuti. Le associazioni possono giocare un ruolo importante contribuendo come osservatori civici sul territorio”.
