Una giornata dedicata all’ascolto del personale e alla promozione delle eccellenze nel settore sanitario. L’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni, ha fatto visita all’ospedale Misericordia di Grosseto. Si tratta della sua prima visita da quando, meno di un anno fa, ha ricevuto la delega in materia di sanità.
“Ho trovato l’ospedale come me lo aspettavo – commenta Monni –, un centro di grande eccellenza dove si collabora facilmente tra professionisti di diverse specializzazioni, con un’ottima integrazione con il territorio. In altre aree della Toscana – spiega – stiamo cercando di sviluppare questa sinergia in vista dell’apertura delle case di comunità. Qui funziona già così e l’ospedale è organizzato non per specialistiche ma per intensità di cure, facilitando notevolmente la presa in carico del paziente con un unico percorso.”
Accompagnata dalla direzione aziendale e di presidio, l’assessora Monni ha visitato il pronto soccorso pediatrico e quello generale, che a Grosseto sono dotati di spazi separati e autonomi, con particolare attenzione riservata ai pazienti più giovani e infermieri del triage formati per assistere i bambini e ridurre le loro ansie.
La visita ha also offerto l’opportunità di approfondire l’organizzazione dei servizi del nosocomio, le attività svolte e i risultati ottenuti, oltre che per scoprire alcune delle eccellenze presenti, definendo e pianificando al meglio gli interventi futuri e decidendo su dove e come investire. Questo per acquisire buone pratiche da proporre in altri contesti.
I numeri
Nel 2025, l’ospedale grossetano ha registrato un totale di 16.560 ricoveri, di cui 2.258 in day hospital. Tra questi, 8.025 sono giunti dal pronto soccorso, che rappresenta poco più del 10% dei 77.624 accessi annuali (aumentati in estate grazie alla presenza di turisti). Nel medesimo anno, l’ospedale ha effettuato 4.628 interventi chirurgici e 2.872 interventi di day surgery, in crescita costante. Tra le attività ambulatoriali in aumento spiccano i 131.015 esami di diagnostica per immagini e 76.514 indagini strumentali.
Robot e chirurgia
La chirurgia generale e di emergenza riveste un ruolo centrale nell’attività dell’ospedale e la robotica – esempio di tecnologia avanzata applicata alla salute – consente interventi sempre più personalizzati, precisi e meno invasivi. Grosseto è dal 2003 sede di un centro di riferimento internazionale in questo ambito: la Scuola di chirurgia robotica, un vero fiore all’occhiello, ha formato finora oltre mille e quattrocento chirurghi provenienti da ventotto Paesi diversi e ogni anno accoglie professionisti da tutto il mondo per ulteriori percorsi formativi. “La scuola di chirurgia robotica è una risorsa preziosa. Stiamo investendo molto in tecnologia per questo ospedale – ribadisce l’assessora Monni – e abbiamo recentemente completato i lavori al pronto soccorso. A breve inaugureremo il secondo robot chirurgico Da Vinci: il primo sta funzionando egregiamente, con ottimi risultati sia in termini di prestazioni erogate che di efficacia. La robotica – aggiunge – permette una maggiore precisione nei interventi e un recupero più veloce dei pazienti, quindi tempi di degenza più brevi.”
Salute mentale
Un altro tema di estrema importanza è il servizio di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza. “Registro alcune difficoltà che dobbiamo affrontare al più presto”, annota Monni durante l’incontro con i giornalisti. “Dopo il Covid – spiega – il numero di casi tra adolescenti e preadolescenti è aumentato in modo esponenziale e non siamo riusciti a reagire con la stessa rapidità, poiché si tratta di un sistema complesso che richiede tempo per riorganizzarsi. Faremo questo lavoro.”
Dall’emodinamica alla ‘stanza rosa’
Emodinamica e angiografia interventistica sono reparti altamente specializzati per la diagnosi e il trattamento delle malattie vascolari e cardiache, utilizzando procedure mini-invasive guidate da immagini. L’odontoiatria ha un percorso assistenziale dedicato a soggetti con bisogni speciali, in particolare ai pazienti pediatrici e a chi ha disturbi dello spettro autistico. Proprio come Careggi, Meyer, l’azienda ospedaliero-universitaria senese e pisana, rappresenta un hub di terzo livello.
Nel pronto soccorso, l’assessora ha avuto modo di visitare la “stanza rosa”, uno spazio riservato e protetto dedicato all’accoglienza e alla presa in carico delle vittime di violenza. Il Codice Rosa è stato ideato a Grosseto come progetto pilota nel 2010.
Monni ha anche incontrato i rappresentanti delle associazioni di volontariato che operano quotidianamente all’interno dell’ospedale. La visita si è conclusa con un momento di confronto con tutti i professionisti del Misericordia, nell’auditorium dell’ospedale.
“Accogliere qui l’assessora è stato motivo di grande soddisfazione e rappresenta un segnale di attenzione verso il lavoro svolto ogni giorno dai professionisti – afferma il direttore generale della Asl Toscana sud est, Marco Torre. – Il Misericordia è una struttura di riferimento per il territorio, impegnata a rispondere ai bisogni di salute non solo della provincia di Grosseto, ma di un’area più vasta che include parti del litorale tirrenico e del nord del Lazio. La visita ha permesso di mostrare l’organizzazione dei servizi, le competenze disponibili e l’impegno con cui gli operatori garantiscono assistenza e cura ai cittadini, oltre a mettere in evidenza le attività e professionalità che fanno del Misericordia un punto di riferimento per la Maremma, dando conferma al valore di una sanità pubblica che continua a investire nella qualità delle cure, nell’innovazione e nella vicinanza alle persone.” “Il dialogo diretto con le istituzioni regionali – aggiunge – è fondamentale per comprendere le esigenze territoriali, valorizzare le esperienze positive e affrontare insieme le sfide che ci attendono nel sistema sanitario pubblico.”
“La visita ha rappresentato un’importante occasione per raccontare la complessità e la ricchezza delle attività all’interno dell’ospedale Misericordia – dichiara la direttrice dell’ospedale, Silvana Pilia. – Durante la mattinata abbiamo presentato percorsi assistenziali e servizi che uniscono alta specializzazione, innovazione tecnologica e attenzione per la persona, dalla chirurgia robotica al polo angiografico, fino a percorsi dedicati ai pazienti più vulnerabili e all’organizzazione dell’emergenza-urgenza. Ciò che rende possibile tutto questo è la cooperazione multidisciplinare, che consente un’integrazione sempre più efficace nella presa in carico al paziente.” “Dietro ogni attività, intervento e percorso assistenziale – spiega – ci sono competenze professionali, dedizione e una continua attenzione alla qualità e alla sicurezza delle cure. L’incontro con l’assessora è stato prezioso per un ascolto reciproco, permettendo al personale di condividere esperienze e riflessioni maturate nel lavoro quotidiano.”
Regione Toscana
In collaborazione con Claudia Barabesi, ufficio stampa dell’Asl Toscana Sud Est
Fonte: Regione Toscana
