Aggressione all'ospedale di Prato: paziente di Psichiatria colpisce due infermiere e un'OSS

Giornata Aperta sull’emicrania all’ospedale Santo Stefano, organizzata dalla Fondazione Onda: iniziative e modalità di prenotazione

64 0

L’ospedale Santo Stefano partecipa all'(H) Open day emicrania, un’iniziativa nazionale sostenuta dalla Fondazione Onda – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere, finalizzata a informare sulle terapie attualmente disponibili e a promuovere un accesso sempre più consapevole alle cure.

In questa occasione, l’ospedale ha messo in programma due ambulatori aperti per illustrare alle donne con cefalea cronica le due opzioni terapeutiche. L’evento si svolgerà mercoledì 17 giugno dalle 14.30 alle 18.30, presso gli ambulatori 5 e 6 del Centro cefalee (dottor Enrico Grassi, dottor Gianluca Avino e dottor Simone Ferretti) e della Tossina Botulinica (dott.ssa Giulia Cagliarelli, dott.ssa Francesca Massaro e dott.ssa Claudia Del Gamba).

Per partecipare è necessaria la prenotazione telefonando alla dott.ssa Carla Giorgi al numero 339 2473656 nei giorni 10, 11, 12 e 15 giugno, dalle 9.00 alle 17.00.

Il Centro cefalee dell’ospedale Santo Stefano di Prato, che vanta tre Bollini Rosa, è attivo da anni ed è diretto dal dottor Enrico Grassi, per la diagnosi e il trattamento delle varie forme di cefalea. All’interno del percorso, sono stati creati servizi specifici per rispondere alle necessità dei pazienti, tra cui un ambulatorio di genere specifico per le donne in diverse fasi della vita (età fertile, gravidanza e menopausa) e un ambulatorio di transizione pediatrico-adulto, dato che la cefalea può insorgere anche in età infantile e adolescenziale.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha reso disponibili terapie innovative e mirate per le forme croniche di emicrania. Inoltre, i pazienti idonei hanno la possibilità, tramite il Centro cefalee, di ricevere anche trattamenti con Tossina Botulinica.

L’emicrania è una malattia neurologica cronica che colpisce principalmente le donne e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, interessa circa il 12% della popolazione adulta globale, risultando la terza malattia più comune e la seconda più disabilitante, con un impatto notevole sulla qualità della vita delle persone.

L’iniziativa offre un’importante opportunità di informazione e orientamento per tutte le donne che convivono con una patologia spesso invisibile ma altamente invalidante, per la quale sono oggi disponibili percorsi di cura sempre più efficaci e personalizzati.

Fonte: Ausl Toscana Centro

Fonte notizia