“Secondo i risultati delle analisi – scrivono gli autori nelle conclusioni – a quattro mesi dall’inizio dei sintomi del caso indice il focolaio difficilmente supererebbe i 50 casi, con un’alta probabilità di estinzione della trasmissione, soprattutto se più di metà dei casi venisse efficacemente isolata dall’inizio.”
L’isolamento efficace dei casi, spiegano ancora gli autori, è facilitato dalle caratteristiche del virus. I dati attualmente disponibili indicano che la maggior parte delle infezioni sono sintomatiche e gravi, e il lungo periodo di incubazione insieme al tempo che intercorre tra l’insorgenza dei sintomi di un caso primario e di uno secondario consente alle autorità di avere più tempo per tracciare i contatti prima che diventino contagiosi.
Gli autori sottolineano tuttavia che “le analisi si basano su parametri epidemiologici stimati per un singolo focolaio, un aspetto che rappresenta uno dei principali limiti dell’analisi, poiché tali condizioni potrebbero non essere del tutto sovrapponibili a contesti diversi o a una situazione epidemiologica come quella attuale.”
“I risultati dell’analisi – conclude l’articolo – confermano la valutazione effettuata dalle autorità internazionali riguardo a un rischio basso o molto basso di diffusione del virus nella popolazione generale. Pur suggerendo uno scenario di pochi casi anche dopo diversi mesi di trasmissione non mitigata, l’alta letalità del virus richiede l’adozione di massime precauzioni per contenere la diffusione dell’infezione. Inoltre, i risultati evidenziano che una diagnosi tempestiva e l’isolamento dei casi sono misure chiave per interrompere la diffusione nelle comunità.”
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