Gestione dello scompenso cardiaco: premiati due giovani medici di Prato al congresso nazionale FADOI

Gestione dello scompenso cardiaco: premiati due giovani medici di Prato al congresso nazionale FADOI

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Un prestigioso riconoscimento a livello nazionale per la Medicina Interna I dell’ospedale Santo Stefano di Prato è stato conferito in occasione del 31° Congresso Nazionale FADOI, tenutosi a Rimini dal 23 al 25 maggio 2026. La comunicazione presentata dal dottor Francesco Vannini e dal dottor Filippo Vannoni ha ottenuto il secondo posto come migliore comunicazione orale dell’intero congresso, selezionata tra oltre 500 contributi scientifici provenienti da tutta Italia.

Il lavoro premiato ha descritto l’esperienza clinica dell’ambulatorio dedicato allo scompenso cardiaco, istituito un anno fa all’interno della SOC di Medicina Interna I per fornire una gestione integrata dei pazienti complessi ricoverati per scompenso cardiaco, che rappresenta una delle principali sfide sanitarie a livello globale e la prima causa di ospedalizzazione nella popolazione anziana.

L’ambulatorio è stato concepito dai giovani medici pratesi Francesco Vannini e Filippo Vannoni, con il supporto della direttrice della struttura di Medicina Interna I, dottoressa Donatella Bruni. Attualmente è in cura circa 50 pazienti e le attività sono in continua espansione.

Il progetto si distingue per un approccio multidisciplinare che integra valutazione internistica, ecocardiografia e collaborazione tra diverse specialità, ponendo particolare attenzione alla diagnosi precoce dell’amiloidosi cardiaca da transtiretina, una malattia ancora classificata tra quelle rare ma sempre più riconosciuta come causa di scompenso cardiaco.

La premiazione al congresso FADOI è stata arricchita da uno speciale apprezzamento per il valore clinico e organizzativo del progetto, evidenziando il ruolo cruciale della Medicina Interna nella diagnosi di una complessa patologia sistemica (l’amiloidosi cardiaca) che coinvolge vari ambiti specialistici come ortopedia, cardiologia, nefrologia, neurologia, ematologia, medicina nucleare e genetica.

“Il riconoscimento ricevuto – sottolinea la dott.ssa Donatella Bruni – rappresenta un’importante conferma del valore dell’attività clinica della Medicina Interna dell’ospedale Santo Stefano di Prato e dell’incremento del ruolo della medicina internistica nella gestione delle patologie croniche complesse”.

Fonte: Azienda USL Toscana Centro – Ufficio stampa

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