Ci sono persone che investono oltre 30 euro, convinte di migliorare la protezione della pelle, mentre altre optano per una crema del supermercato senza particolari aspettative. Tuttavia, il recente test di Altroconsumo ha messo in discussione diverse credenze comuni tra i consumatori.
Con l’arrivo del caldo e delle prime giornate di sole, torna anche la domanda più frequente davanti agli scaffali: quale crema solare giustifica davvero la spesa? Negli ultimi anni, il mercato è esploso, in particolare nel segmento delle protezioni viso SPF 50 e 50+, con prodotti sempre più costosi disponibili in farmacia, profumeria e grandi catene specializzate. Nonostante ciò, secondo l’ultima analisi di Altroconsumo, un prezzo elevato non corrisponde necessariamente a una migliore protezione.
L’associazione dei consumatori ha testato dieci creme solari ad alta protezione, focalizzandosi non solo sull’efficacia contro i raggi UVA e UVB, ma anche sulla composizione, sull’impatto ambientale, le etichette e la piacevolezza sulla pelle. Il punteggio finale ha preso in considerazione anche prove pratiche realizzate da consumatori comuni, che hanno valutato aspetti concreti come consistenza, untuosità e facilità di applicazione.
A trionfare è stata la crema viso SPF 50+ di Bilboa, riconosciuta come l’unica di “ottima qualità” tra quelle esaminate. Ha ottenuto 70 punti su 100 e, dettaglio che ha suscitato molta attenzione, ha un prezzo di poco superiore ai 13 euro. Questo risultato ha sorpreso molti consumatori abituati a pensare che le migliori creme siano necessariamente quelle disponibili in farmacia o nei negozi di alta gamma.
Subito dopo si piazzano Nivea Sun e La Roche-Posay, entrambe con 69 punti su 100. La differenza interessante è che Nivea si trova facilmente nella grande distribuzione, mentre La Roche-Posay è uno dei marchi più presenti nelle farmacie italiane. Poco più indietro troviamo BioNike e Kiko, seguite da Avène, Eucerin e Collistar.
Una vera delusione del test è stata Vichy Capital Soleil, che ha chiuso la classifica con un punteggio molto basso, nonostante un prezzo superiore ai 20 euro. Questo dato ha generato molte discussioni online, specialmente tra coloro che associano ancora il concetto di “farmacia” a una qualità superiore.
Non conta solo il marchio
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi riguarda il comportamento dei consumatori. Molti scelgono una crema basandosi quasi esclusivamente sul marchio o sul canale di vendita, ma in realtà, secondo Altroconsumo, le vere differenze si riscontrano soprattutto nei test di laboratorio.
Le verifiche hanno preso in esame anche la presenza di ingredienti controversi, potenziali allergeni e microplastiche. Inoltre, è stata valutata la chiarezza e l’utilità delle informazioni sulle confezioni per chi acquista. Questo aspetto è spesso trascurato, ma diventa cruciale, soprattutto per le persone con pelle sensibile o che utilizzano il solare ogni giorno, non solo in vacanza.
I dermatologi sottolineano sempre più questo punto: la protezione solare non dovrebbe essere considerata un prodotto “da vacanza”, ma un elemento essenziale della routine quotidiana. Anche in città, l’esposizione ai raggi UV continua durante la camminata, la guida o quando si lavora vicino a finestre molto illuminate.
Il dettaglio che molti ignorano (www.okmugello.it)
C’è anche un altro aspetto che il test sottolinea: alcune creme molto pubblicizzate in passato non hanno sempre rispettato le promesse di protezione indicate in etichetta. Questo è uno dei motivi per cui analisi indipendenti come quella di Altroconsumo continuano a influenzare le scelte dei consumatori.
In definitiva, il risultato più evidente di questa classifica è che spendere di più non garantisce automaticamente una scelta migliore. Di fronte allo scaffale delle creme solari, dove le decisioni vengono spesso prese in pochi secondi, questo cambia notevolmente il modo di percepire quei piccoli flaconi colorati che finirebbe in valigia ogni estate.
