Ventuno nomi per onorare il coraggio, l’umanità e lo spirito di servizio delle infermiere brasiliane che, durante la seconda guerra mondiale, fornirono assistenza alla popolazione di Pistoia e ai feriti di guerra presso il 16° Ospedale di Evacuazione allestito in piazza della Resistenza e il 32° Ospedale da Campo di Valdibura.
Oggi, i loro nomi sono riuniti in una targa commemorativa situata nella sala d’attesa degli ambulatori chirurgici, ortopedici e dermatologici al piano terra dell’ospedale San Jacopo. Questa è stata inaugurata questa mattina durante una cerimonia ben partecipata in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere.
L’iniziativa è nata grazie all’Associazione culturale “Amici del Ceppo” ODV, presieduta da Isa Vannucchi Gaggioli, ed è stata accolta con entusiasmo dalla Direzione di Presidio dell’ospedale, con l’intento di celebrare il valore della professione infermieristica, preservando la memoria storica e proiettandosi verso il futuro dell’assistenza sanitaria.
Alla cerimonia hanno preso parte il 1° Ten. Anacleto Schmitt, Assessore dell’Addetto Militare Brasiliano presso il Monumento votivo militare brasiliano, il maresciallo Leandro Marcos Mourão de Oliveira, il presidente provinciale dell’Associazione Bersaglieri Pistoia, Filippo Lanzarini, il bersagliere PierLuigi Galimberti, il presidente dell’Associazione Linea Gotica Pistoiese Paolo Franceschi, l’Associazione Amici del Ceppo e il personale sanitario.
Ad aprire gli interventi è stata la presidente degli “Amici del Ceppo”, Isa Vannucchi Gaggioli, che ha messo in evidenza il valore simbolico dell’iniziativa: “Questa targa è un omaggio alle donne e alle infermiere brasiliane che operarono a Pistoia durante il conflitto. Seppur esista già un cippo dedicato a loro, abbiamo ritenuto fondamentale ricordarle anche all’interno dell’ospedale per preservarne la memoria e guardare al futuro. Ringrazio tutti i presenti e la direzione sanitaria per aver accolto questo progetto”.
La direttrice sanitaria di presidio, dottoressa Lucilla Di Renzo, ha sottolineato il profondo significato dell’iniziativa: “Abbiamo accolto con grande entusiasmo questa proposta. Dedicare la Giornata Internazionale dell’Infermiere al ricordo di queste professioniste che si impegnarono ad aiutare la comunità pistoiese durante la guerra è un gesto significativo. È un modo per rendere omaggio a donne che, durante il conflitto, hanno apportato un contributo straordinario sia come professioniste che come persone, ponendo al centro la salute e il benessere della collettività.”
Il direttore della SOS Assistenza infermieristica di Pistoia, Fabio Pronti, ha evidenziato come “Queste infermiere continuano a rappresentare oggi un modello di dedizione, competenza e vicinanza alle persone nei momenti più complessi. Ricordarle all’interno dell’ospedale è un modo per trasmettere alle nuove generazioni di professionisti il vero significato dell’assistenza: esserci sempre, con umanità, responsabilità e spirito di servizio. La professione infermieristica continua ogni giorno a portare avanti questi stessi valori.”
Il presidente dell’Associazione Linea Gotica Pistoiese, Paolo Franceschi, ha rimarcato il ruolo cruciale svolto dal personale sanitario brasiliano in Toscana: “Queste infermiere operarono in strutture composte da oltre 220 tende e quasi 150 tra medici, infermieri e personale di servizio proveniente da diverse nazionalità. A Pistoia furono in 21 a prestare servizio, gestendo il campo con straordinaria competenza, forza e dedizione. A loro va un doppio onore.”
Durante la cerimonia, il presidente provinciale dell’Associazione Bersaglieri, Filippo Lanzarini, ha anche consegnato un attestato di benemerenza alla presidente Isa Vannucchi Gaggioli per la lunga e proficua collaborazione.
La cerimonia si è conclusa con il saluto del tenente Schmitt, che ha ringraziato gli organizzatori e la direzione ospedaliera per aver reso omaggio alle infermiere brasiliane, ricordando che furono 73 le infermiere brasiliane operative in Toscana, di cui 21 servizio a Pistoia. Donne che ancora oggi sono un esempio di coraggio e dedizione.
Fonte: Azienda USL Toscana Centro – Ufficio stampa
