Corte dei Conti: "Il Fondo Italiano per il Clima come Strumento Chiave della Politica Italiana"

Corte dei Conti: “Il Fondo Italiano per il Clima come Strumento Chiave della Politica Italiana”

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Il Fondo, amministrato dalla Cassa Depositi e Prestiti, adotta un modello di governance multilivello e agisce attraverso finanziamenti, partecipazioni di capitale e garanzie, in linea con la sua missione rotativa. Dall’analisi della magistratura contabile emergono alcune criticità, in particolare riguardanti la scarsa attrattività dei progetti per i finanziatori, dovuta anche alla limitata capacità tecnica locale e alla complessità dei contesti operativi, in particolare quelli africani. Questi fattori influiscono sulla capacità del Fondo di attrarre ulteriori risorse e di costituire una filiera progettuale più solida e continuativa. Inoltre, i tempi di attuazione sono influenzati dalla complessità delle procedure e dalla partecipazione di diverse entità istituzionali.

Nonostante queste difficoltà, durante il periodo analizzato si osserva un progressivo rafforzamento dello strumento, grazie anche a un aumento delle attività di promozione a livello internazionale, al coinvolgimento della rete diplomatica e al coordinamento con il Piano Mattei.

Per migliorare l’efficacia complessiva del Fondo, la Corte ha sottolineato la necessità di ampliare il supporto ai Paesi beneficiari, potenziando le attività di assistenza e le capacità locali, al fine di promuovere progetti di qualità più inclini a attrarre finanziamenti internazionali. È stata inoltre evidenziata l’opportunità di intensificare il dialogo istituzionale con le autorità locali e con istituzioni finanziarie globali, semplificare le procedure interne e implementare sistemi per monitorare i tempi decisionali, anche attraverso strumenti digitali.

Altri aspetti da considerare includono il potenziamento della governance e il miglioramento dei livelli di trasparenza – anche attraverso la pubblicazione regolare di dati sugli interventi finanziati e sulle operazioni del Fondo – e la maggiore flessibilità nell’uso delle risorse, nonché una più stretta integrazione con altri strumenti di cooperazione allo sviluppo, per massimizzare l’impatto globale delle iniziative sostenute.

Misure, conclude la Corte, che possono aumentare l’efficacia del Fondo e consolidarne il ruolo nel contesto delle politiche pubbliche a supporto della transizione verso modelli di sviluppo sostenibile.

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