Alex Zanardi è morto ieri all’età di 59 anni. L’ex pilota di Formula 1 e Formula CART, che nel 2001 perse le gambe in un incidente, trasformò quella tragedia in un’opportunità per reinventarsi come atleta di paraciclismo. Conquistò ben quattro medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Tuttavia, nel 2020, subì un altro drammatico incidente in Toscana: il 19 giugno, mentre partecipava a una gara di beneficenza sulla sua handbike tra Pienza e San Quirico d’Orcia, si scontrò con un camion.
A seguito dell’incidente, fu avviata un’inchiesta per lesioni colpose nei confronti dell’autista del camion, che in seguito venne archiviata dal Gip.
La carriera di Zanardi iniziò in giovane età; a 14 anni era già alla guida di un kart. Nel 1991 fece il suo debutto in Formula 1 con la Jordan. Dopo un’esperienza con la Lotus, si trasferì negli Stati Uniti per correre in Formula CART. Si laureò campione nel 1997 e 1998, per poi tornare in F1 nel 1999 con la Williams.
Il terribile incidente si verificò il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania. Zanardi perse le gambe, subì 16 interventi chirurgici e affrontò 7 arresti cardiaci. Tuttavia, rinacque sulla sua handbike, ottenendo risultati sportivi straordinari e diventando un simbolo di coraggio e resilienza.
Il 19 giugno 2020, dopo l’incidente in Toscana, Zanardi rimase in coma farmacologico per quasi un mese, attraverso una serie di operazioni. Fu poi trasferito tra Milano e Padova e solo nel gennaio 2021 riacquistò coscienza. A dicembre 2021 tornò a casa per continuare la riabilitazione.
Zanardi è venuto a mancare il 1° maggio, lo stesso giorno di un altro grande campione della Formula 1, Ayrton Senna.
