Il tour della sanità di Monni arriva a Livorno: "Investiremo nell'ospedale e nella sanità territoriale"

Monni all’Ospedale della Versilia: “Il modello di integrazione con il territorio è già operativo”

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Monia Monni (Foto Regione Toscana)

La visita dell’assessora ha coperto l’ospedale, includendo anche una valutazione dei servizi locali. Queste due dimensioni sono indissolubili. La riorganizzazione della sanità territoriale rappresenta la sfida principale di questa legislatura. “Nell’ospedale della Versilia, che vanta grandi eccellenze e una notevole capacità di interazione con il territorio – ha commentato l’assessora regionale alla sanità Monia Monni, stamani a Lido di Camaiore – questo nuovo modello è parzialmente già attuato, poiché i professionisti sono pronti e desiderosi di rafforzare la loro presenza nelle case della comunità: strutture pensate come accessi diretti al sistema sanitario pubblico regionale, capaci di fornire risposte di alta qualità ai diritti e ai bisogni di salute dei cittadini.”

Il tour di ascolto e conoscenza dell’assessora ha continuato all’ospedale della Versilia, che presenta caratteristiche uniche legate alla vocazione turistica della zona. Durante la visita di oltre quattro ore, che ha incluso un’ora di “confronto e dialogo aperto” con i professionisti che operano nel nosocomio inaugurato nel 2002, erano presenti la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, la direttrice di presidio Grazia Luchini, il sindaco di Camaiore Marcello Pierucci e il consigliere regionale Mario Puppa.

“Investire nell’assistenza sanitaria territoriale significa anche alleviare la pressione sul pronto soccorso, spesso sovraffollato da accessi ritenuti impropri, ma che sono diventati necessari perché rappresentano l’unica porta sempre aperta – ha detto l’assessora. – Investire nelle case della comunità implica riportare gli ospedali a focalizzarsi principalmente sulle acuzie e affidare le cronicità ai servizi locali.” In Versilia, come in altre zone della Toscana, il tema del pronto soccorso è centrale in ogni visita. “Stiamo considerando diverse soluzioni: alcune specifiche e altre valide per tutti i territori” ha anticipato Monni ai reporter. Queste includono modelli organizzativi e filtri all’ingresso. Certamente, le case di comunità contribuiranno anche a ridurre il numero di cosiddetti codici minori che raggiungono il pronto soccorso: settanta di queste strutture verranno realizzate in tutta la Toscana grazie ai fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con almeno centoventi in totale, incluse quelle finanziate con risorse diverse. Tale investimento coinvolgerà immobili e apparecchiature (perché nelle case di comunità ci saranno ecografi, elettrocardiogrammi, holter, strumenti per analisi rapide e d’urgenza sul sangue, e telemedicina per consulti in tempo reale con specialisti) nonché personale: dagli addetti al Pua, sportello socio-sanitario, ai medici del ruolo unico, disponibili tutto il giorno e anche di notte, fino agli infermieri diurni.

Secondo la direttrice generale Maria Letizia Casani, in tutta la Asl Toscana nord ovest (che comprende Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara), otto milioni e mezzo di euro messi a disposizione dalla Regione porteranno all’assunzione di 240 persone nei prossimi mesi: il minimo necessario per partire.

“È stata una giornata significativa – ha detto Maria Letizia Casani –. Dopo il tour dell’ospedale con l’assessora Monni, abbiamo incontrato i professionisti, in un confronto che ha permesso di evidenziare attività, progetti e anche aspetti da migliorare nel presidio. Abbiamo riscontrato un buon clima interno, con il personale che dimostra grande consapevolezza del proprio ruolo, disponibilità a mettersi in gioco, e una predisposizione al lavoro di squadra, fondamentale per garantire una continuità che potrebbe rivelarsi la carta vincente per la sanità del futuro.” Ha aggiunto che “è in corso un ampio piano di formazione per consentire ai medici e agli operatori Pua delle case di comunità di utilizzare efficacemente le tecnologie disponibili.”

Naturalmente, il sistema sanitario pubblico, la cui forza è la rete, non può prescindere dalle eccellenze, che all’ospedale della Versilia non mancano. “Eccellenze – ha sottolineato l’assessora Monni – che sono rafforzate dalla forte collaborazione interna e dalla grande passione, fondamentali nei momenti di maggior tensione.”

Durante la visita, tra le eccellenze riscontrate c’è sicuramente il Centro di procreazione medicalmente assistita: un’eccellenza a livello nazionale, con approccio multiprofessionale. Ogni anno, il centro accoglie più di cinquecento coppie, principalmente tra i 35 e i 40 anni (l’età media è attualmente di trentanove). Dalla sua apertura nel 2002, il centro ha supportato e incontrato circa 15.000 coppie, raccontano medici e biologi, e “oltre quattromila di esse sono riuscite a realizzare il loro sogno.” Nel 2025, grazie ai finanziamenti della Regione e dell’Azienda, la struttura si è dotata di un’apparecchiatura all’avanguardia che utilizza intelligenza artificiale per valutare l’embrione con il maggior potenziale di impianto, riducendo così il numero di tentativi necessari per una gravidanza riuscita.

La visita ha incluso anche il pronto soccorso “ordinario” e quello pediatrico, l’unico di questo tipo nella Asl Toscana nord ovest, con oltre 15.000 bambini assistiti ogni anno. La pediatria non si limita alle degenze, ma comprende anche la banca del latte, la neonatologia e la terapia intensiva neonatale.

L’assessora ha assistito anche a una dimostrazione del sistema “Da Vinci”: la chirurgia robotica è operativa all’ospedale “Versilia” dal settembre 2024. Inizialmente utilizzata principalmente per il tumore alla prostata, oggi la tecnologia è impiegata anche per interventi mini-invasivi in urologia, ginecologia e chirurgia generale, riducendo i tempi di degenza e il dolore postoperatorio. Sebbene situato all’ospedale Versilia, il robot è a disposizione dei professionisti di tutta la Asl Toscana nord ovest, il che consente una presa in carico del paziente nel proprio territorio e di operare successivamente a Lido di Camaiore.

Fonte: Regione Toscana

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