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Attacco hacker agli Uffizi: La direzione chiarisce “Scritte imprecise, ecco com’è andata”

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Le Gallerie degli Uffizi hanno una propria versione dei fatti. In riferimento all’articolo di oggi, venerdì 3 aprile, riguardante un attacco hacker, la direzione degli Uffizi desidera chiarire la situazione, in particolare rispetto a quanto riportato inizialmente dal Corriere della Sera. Di seguito il comunicato ufficiale.

Alle 20:44 di ieri sera, la Direzione delle Gallerie degli Uffizi ha ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto, senza alcun messaggio di presentazione. Un’ora dopo, è stato scoperto che il chiamante era un giornalista che aveva già redatto due articoli in merito ai presunti problemi di sicurezza legati all’attacco hacker del 1 febbraio scorso. Alla fine dell’articolo pubblicato oggi, si afferma che il direttore degli Uffizi, “contattato”, avrebbe “preferito non commentare”. L’articolo è pieno di imprecisioni, errori e informazioni errate che avrebbero potuto essere evitate se il museo avesse avuto la possibilità di chiarire tempestivamente la situazione.

Per questo motivo, le Gallerie desiderano chiarire quanto segue:

– Non è stato inflitto alcun danno né effettuato furto.

– Le telecamere erano in fase di sostituzione da un anno. La situazione non era affatto simile a quella del Louvre; le telecamere alle Gallerie esistevano già, ma erano analogiche, mentre ora sono digitali. La sostituzione è avvenuta dopo una segnalazione della polizia nel 2024 ed è stata accelerata a causa degli eventi del Louvre, avvenuti prima (e poi anche dopo) l’attacco hacker;

– Non sono state rubate password. Nessuna, in alcun modo, poiché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non accessibili dall’esterno.

– Le telecamere sono, per definizione, visibili a chiunque visiti la struttura, come avviene in tutti i musei e luoghi pubblici del mondo.

– Non esistono prove della possibilità di accesso da parte degli hacker a mappe della sicurezza.

– Riguardo al tesoro mediceo, esso è attualmente chiuso perché è stato avviato il cantiere per il rifacimento totale del museo, con il relativo bando pubblicato a settembre; i pezzi dovevano quindi essere rimossi in vista dell’inizio dei lavori. Le prime comunicazioni in merito sono avvenute tra Uffizi e Banca d’Italia in autunno.

– Per quanto riguarda le porte murate, alcune sono state richieste dal piano antincendio, di cui è stata depositata la Scia ai vigili del fuoco l’altro giorno. Questo rappresenta un evento storico dopo anni di assenza di certificazione antincendio, frutto di un grande lavoro del personale degli Uffizi. Altre porte sono state aggiunte per evitare una eccessiva permeabilità negli spazi degli edifici storici, risalenti al 1500, e a causa delle mutate funzioni e del contesto internazionale attuale.

– Il server fotografico non è stato rubato. Il backup effettuato è completo.

– Non ci sono stati accessi non autorizzati ai telefoni dei dipendenti.

– I giorni di inattività sono stati determinati dal tempo necessario per ripristinare il backup, completato senza alcuna perdita di informazioni.

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Fonte notizia

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