Referendum comunale: firmato il decreto, si vota domenica 9 novembre.

Referendum Giustizia, ANED lancia l’allerta: “Danneggia la democrazia e i controlli costituzionali”

47 0

La legge Nordio rappresenta una vera e propria controriforma costituzionale. La magistratura è un potere essenziale e indipendente dello Stato, in equilibrio con gli altri, e la sua autonomia va tutelata a ogni costo.

L’attuale proposta del Governo non intende rafforzare la “separazione delle carriere” (già esistente), come il slogan vorrebbe far credere, ma mira a subordinare il potere giudiziario all’esecutivo. Il Consiglio Superiore della Magistratura, che è il fulcro dell’autonomia giudiziaria, sarà soggetto a forti ingerenze politiche e sarà scisso, con la nomina dei suoi membri tramite sorteggio! Nella componente togata, il sorteggio sarà “secco”, vale a dire una scelta casuale tra tutti i magistrati attivi. Per quanto riguarda i membri laici (selezionati tra avvocati e docenti universitari), il sorteggio sarà “manipolato”, poiché il Parlamento selezionerà in anticipo e in maniera politica i candidati da sorteggiare. In questo modo, la magistratura perderà la sua autonomia e sarà subordinata all’esecutivo.

In aggiunta, la competenza disciplinare verrà trasferita a un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, che accentuerà ulteriormente il controllo politico. L’iter parlamentare per questa revisione costituzionale è stato dominato dal Governo, che ha imposto la disciplina di maggioranza senza un vero confronto sui meriti. Piero Calamandrei avvertiva che, quando si parla di Costituzione, “i banchi del Governo devono rimanere vuoti”.

Oltre a questioni giuridiche, ciò che deve preoccupare il popolo sovrano è che il Governo vede il referendum come un plebiscito contro la magistratura, con l’obiettivo di instaurare un potere sempre più centralizzato e autoritario. L’effetto inevitabile è una democrazia in cui i processi decisionali diventano verticistici, seguiti da un progressivo indebolimento dei controlli costituzionali e una crescente militarizzazione della società.

Questo referendum segna un momento cruciale per la nostra vita democratica. Solo grazie alla raccolta di oltre 500 mila firme, la Corte di Cassazione è stata costretta a modificare il testo iniziale, che celava l’intento del Governo di rivedere ben 7 articoli della nostra Carta costituzionale antifascista.

Per ANED, custode della Memoria e continuatore di chi ha sacrificato e perso la vita per sconfiggere il fascismo e il nazismo, il NO è il voto efficace per difendere la Costituzione.

Fonte: ANED Sez Firenze – Ufficio Stampa

<< Indietro

Fonte notizia

Related Post