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I manifesti del XX secolo del Professor Odoardo Piscini in mostra

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Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale della Toscana

Dal 12 marzo al 2 aprile 2026, la Galleria C. Ciampi del Palazzo del Pegaso in via dei Pucci ospiterà Curiosità e folklore in Toscana. Arte, Donna e Civiltà, una mostra che presenta per la prima volta al pubblico una selezione dei preziosi manifesti storici della collezione del professor Odoardo Piscini. Gli orari di apertura della mostra saranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con orario ridotto il sabato dalle 10 alle 13. L’inaugurazione avverrà il 12 marzo alle 12:30, alla presenza di importanti autorità e ospiti: la presidente del Consiglio della Regione Toscana, Stefania Saccardi; il vicesindaco del Comune di Siena, Michele Capitani; l’assessore alla cultura del Comune di Empoli, Matteo Bensi; il presidente del Gabinetto Viesseux, Riccardo Nencini; la presidente della Proloco di Empoli, Rosanna Ragionieri; la curatrice della mostra, Francesca Roberti; e il figlio del professor Piscini, Alessio Piscini.

La mostra Curiosità e folklore in Toscana. Arte, Donna e Civiltà

La mostra ‘Curiosità e folklore‘ presenta, per la prima volta, una selezione di manifesti storici, ora finalmente visibili al pubblico; una collezione unica e preziosa in Italia, quella del prof Odoardo Piscini.

Odoardo, appassionato di arte e libri, decise di iniziare a raccogliere ciò che a suo tempo era il documento informativo per i cittadini. Importanti illustratori, grafici e artisti hanno firmato i manifesti affissi nelle vie principali delle città. La collezione Piscini è uno scrigno di 14.000 manifesti illustrati del XX secolo, immagini che raccontano di storia, umanità, vita civile e tradizioni, senza trascurare l’arte fiorentina e toscana.

I manifesti raccontano di lui, di noi e della nostra Regione. Il Prof Piscini era nato a Siena il 10 novembre 1943, durante la guerra, nella sua amata città, dove ogni settimana si recava per passare il tempo in biblioteca o nel museo della sua contrada dell’Aquila, di cui era profondamente appassionato. Aveva scritto libri su di essa e si fermava a raccontare le vicende locali ai bambini e ai suoi nipoti.

Nel XX secolo, il manifesto si è evoluto da forma d’arte pubblicitaria a potente strumento di propaganda politica, espressione d’avanguardia e mezzo di comunicazione sociale.
Il manifesto ha definito l’identità visiva del Novecento, unendo messaggi chiari a un forte impatto estetico. Dopo la Belle Époque, il manifesto divenne un’immagine grafica, influenzato dal cubismo e dagli stili dell’avanguardia storica. Negli anni ’60, si distinse dalla crescente pubblicità americana, puntando su semplicità e colore. Nel maggio del 1968, assunse un ruolo da strumento di contestazione e, dagli anni ’80, iniziò una ricerca più sofisticata, orientata verso la fotografia e il graphic design, diventando un mezzo di comunicazione visiva a tutto tondo.

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