Il referendum sulle Asl non si terrà, almeno per il momento: il quesito volto a abolire la riforma del 2005, che ha riorganizzato il servizio sanitario creando le attuali tre grandi Asl al posto delle dodici precedenti, è stato dichiarato inammissibile.
Il quesito referendario, presentato il 18 dicembre scorso dal “Comitato Salute per Tutti”, mirava a una abrogazione parziale della legge regionale del 24 febbraio 2005 e proponeva di ridefinire l’organizzazione delle aziende sanitarie su base provinciale. Tuttavia, il Collegio di garanzia statutaria regionale, l’organo preposto a valutare la conformità delle leggi e dei regolamenti allo Statuto, ha dichiarato la richiesta inammissibile.
“Non posso che accogliere con favore – afferma il presidente della regione Giani – il parere del Collegio di garanzia statutaria, motivato dalla necessità di garantire continuità e appropriatezza al servizio sanitario per i cittadini. La richiesta di abolire l’organizzazione in aree vaste delle Asl toscane, se considerata ammissibile, avrebbe annullato gli sforzi di programmazione realizzati dalla Regione negli ultimi anni.”
Il Collegio, con delibera del 20 febbraio 2026, ha respinto la richiesta referendaria, evidenziando che, in caso di successo del referendum, si sarebbe creato un vuoto normativo colmabile solo tramite un nuovo intervento legislativo, i cui tempi e risultati sarebbero stati imprevedibili, “in violazione del fondamentale diritto alla salute e delle norme costituzionali e statutarie che la proteggono”, come indicato negli articoli 32 della Costituzione e 4 dello Statuto regionale.
Inoltre, secondo il Collegio, il quesito referendario non avrebbe garantito agli elettori “una consapevole espressione del diritto di voto”.
Fonte: Regione Toscana
