Il mondo si divide in allodole, che si alzano presto, e gufi, che amano le ore notturne. Ma chi rischia di più in termini di salute? Un recente studio pubblicato sul ‘Journal of the American Heart Association’ ha analizzato il cronotipo serale (i gufi), rivelando che queste persone tendono a sperimentare un disallineamento circadiano, compromettendo i comportamenti salutari e le funzioni cardiometaboliche. Lo studio, che ha coinvolto 322.777 partecipanti della Uk Biobank, considerati privi di patologie cardiovascolari, ha utilizzato un sistema di punteggio (Le8) che prende in considerazione 8 fattori di rischio per esaminare l’associazione tra cronotipo e malattie cardiovascolari.
È emerso che gli adulti di mezza età e gli anziani con un cronotipo serale presentano una salute cardiovascolare complessivamente peggiore rispetto a quelli con un cronotipo intermedio. L’associazione tra il crono tipo gufo e l’elevato rischio di malattie cardiovascolari è principalmente correlata alla scarsa adesione agli 8 parametri fondamentali per la salute del cuore.
Quali sono le implicazioni cliniche?
Gli autori concludono che “le persone con cronotipo serale potrebbero beneficiare di interventi specifici per affrontare i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari”.
Commentando lo studio, l’infettivologo Matteo Bassetti evidenzia in un post su X che “i gufi potrebbero essere più a rischio di infarto e ictus”. Dai dati della Uk Biobank, che raccoglie informazioni sulle abitudini di sonno, emerge che “circa l’8% si identifica come nottambulo, attivo fisicamente e mentalmente nel tardo pomeriggio o sera, prolungando le proprie attività oltre l’orario di riposo per la maggior parte delle persone”. “Nel corso di 14 anni, i nottambuli avevano un rischio del 16% maggiore di subire un primo infarto o ictus rispetto alla media – riassume il medico – Inoltre, i nottambuli, in particolare le donne, presentano una salute cardiovascolare peggiore. Essere nottambuli – conclude – non favorisce la salute. È preferibile essere attivi durante le ore centrali della giornata. In sintesi, per la salute del cuore, è meglio seguire lo stile di vita dell’allodola piuttosto che quello del gufo”.
