Secondo la magistratura contabile, la crescita è sostenuta da un aumento delle spese per personale (+5,6%) e consumi intermedi (+7,5%), riducendosi a un incremento reale di poco oltre l’1% a causa dell’inflazione, mostrando quindi un approccio più prudente invece che espansivo. Le disparità nella spesa privata e territoriale minacciano l’equità di accesso e l’universalità del servizio. Nel 2024, la spesa sanitaria totale ha raggiunto i 185 miliardi, con il 74% sostenuto da PA e assicurazioni obbligatorie, il 22% dalle famiglie e il 3% dai regimi volontari, evidenziando una crescita della spesa privata che è una delle più alte rispetto alla media europea.
Significative disuguaglianze persistono nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e un chiaro disallineamento tra Nord e Sud. Le regioni in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) continuano a mostrare difficoltà strutturali nonostante alcuni miglioramenti nei conti. L’aumento della mobilità sanitaria interregionale dimostra, inoltre, le differenze in termini di attrattività e capacità di fornire servizi. Riguardo agli investimenti PNRR della Missione 6 (Salute), in cui sono programmati 15,6 miliardi per rafforzare la prossimità, la digitalizzazione e le infrastrutture sanitarie, a fine 2024 era completato il 41% degli obiettivi, con il restante 59% da completare nel biennio 2025-2026.
La rete di prossimità (con 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità pianificati) costituisce l’asse strategico per il nuovo SSN, ma il monitoraggio ha rivelato ritardi nei lavori e difficoltà nel coprire le lacune di personale, con mancanze di profili sanitari e tecnici che limitano la piena operatività delle nuove strutture. Sul fronte farmaceutico, la spesa totale del 2024 ha oltrepassato il tetto programmato del 15,3% del FSN. L’implementazione di nuovi tetti di spesa e il meccanismo del payback garantisce un equilibrio finanziario, ma con notevoli incertezze dovute a contenziosi con le aziende. Cresce l’uso di farmaci generici e biosimilari.
Per quanto riguarda il personale, si nota un forte ricorso a contratti flessibili e, in alcune regioni, a “gettonisti”, il che comporta costi superiori e necessita di un monitoraggio costante. In generale, la scarsità di risorse pubbliche si riflette nella difficoltà di reclutare e mantenere il personale in servizio. La Corte ha sottolineato la necessità di rafforzare la governance, accelerare gli investimenti, stabilizzare il personale e ridurre i divari tra le Regioni. Il futuro del SSN, infatti, dipenderà dalla capacità di convertire le risorse in servizi di qualità superiore, aumentando l’efficienza della gestione e rafforzando l’equità territoriale.
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