Perdere peso è una questione di alimentazione: ecco la spesa 'intelligente' e ci sono due segreti!

Perdere peso è una questione di alimentazione: ecco la spesa ‘intelligente’ e ci sono due segreti!

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Diete di ogni tipo e l’attività fisica, sempre più praticate e celebrate sui social, sembrano inchinarsi all’attrazione dei farmaci anti-obesità. Tra questi, gli analoghi sintetici del Glp-1 stanno vivendo un vero e proprio boom e rappresentano un’importante opportunità per alcune case farmaceutiche. “Ormai è impossibile non aver sentito parlare delle ‘punture miracolose’ per dimagrire. Questa è diventata una tendencia attuale. La novità però è comprendere che l’ormone Glp-1, che contribuisce a questo fenomeno, non proviene solo dalla farmacia: lo produciamo quotidianamente nel nostro intestino”, spiega Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione umana alla Lum. Sta emergendo, quindi, una nuova tendenza alimentare ‘Glp-1 friendly’, che, senza promesse miracolose, insegna a selezionare i cibi giusti per ‘dialogare’ con il cervello e ridurre la fame nervosa.

Il Glucagon-Like Peptide-1 (Glp-1) è un ormone prodotto dall’intestino quando mangiamo. Le sue funzioni principali sono: 1) migliorare la risposta insulinica e ottimizzare il livello di zucchero nel sangue; 2) inviare segnali al cervello per ridurre la sensazione di fame; 3) rallentare il passaggio del cibo nello stomaco, prolungando così il senso di sazietà. In sostanza, il Glp-1 funge da ‘vigile urbano’ del metabolismo: regola lo svuotamento dello stomaco e comunica al cervello che siamo pieni. Coloro che seguono terapie a base di questo ormone possono avere livelli elevati nel sangue, ma tutti noi possiamo favorire il processo attraverso scelte alimentari consapevoli.

Il carrello della spesa ‘intelligente’

“Cosa dovremmo includere nel carrello per essere ‘amici’ del nostro Glp-1? La chiave è la complessità, ma non deve intimorirci. Iniziamo dalle fibre: non tutte le fibre sono uguali. Quelle solubili (come quelle di legumi, avena o mele) fermentano nell’intestino e attivano i sensori che rilasciano l’ormone della sazietà. Poi abbiamo le proteine: le uova, il pollo, il pesce o lo yogurt greco non servono solo per i muscoli; il corpo consuma energia per digerirle, rafforzando il segnale del Glp-1. Infine, i grassi buoni: l’olio extravergine d’oliva e l’avocado aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, evitando picchi di fame.

Etichette specifiche

“Negli scaffali dei supermercati e nelle farmacie stanno comparendo prodotti con etichette come “Glp-1 Support”. Questi sono spesso integratori a base di fibre concentrate (come il glucomannano e l’inulina) o polifenoli (estratti di tè verde o berberina). La loro funzione è duplice: simulare l’effetto di pasti completi per chi ha poco tempo e fornire supporto a chi utilizza i farmaci per diabete e obesità. Questi farmaci riducono quasi completamente lo stimolo della fame, ma possono anche comportare il rischio di perdere massa muscolare se si mangia troppo poco. Qui entrano in gioco i prodotti ‘friendly’, che forniscono nutrienti densi in piccole quantità e proteine per preservare la massa muscolare, insieme a fibre selezionate come l’inulina e il glucomannano, che migliorano la salute intestinale anche in caso di porzioni ridotte.

I due ‘segreti’ e le regole d’oro

“Che si tratti di un supporto naturale o di un aiuto per chi è in terapia, i prodotti Glp-1 friendly favoriscono un dimagrimento sano, proteggendo la nostra ‘motore’ corporeo (i muscoli) mentre si resetta il sistema della fame (l’intestino)”, afferma Minelli. Ecco tre regole d’oro per iniziare: 1) Iniziare sempre con una porzione di verdura, seguita da proteine come carne, pesce o legumi, poiché questi ultimi sono forti stimolatori del Glp-1; consumare i carboidrati solo alla fine, preferibilmente integrali, per minimizzare l’impatto sulla glicemia; 2) Meno zucchero, più volume: i cibi raffinati silenziano il Glp-1, quindi è preferibile un frutto intero piuttosto che un succo; 3) Bere molta acqua: senza idratazione, le fibre non funzionano e il metabolismo rallenta. Inoltre, si può aggiungere un cucchiaino di aceto di mele in acqua prima dei pasti per migliorare la risposta insulinica.

Il meccanismo

La funzione strategica del microbiota è fondamentale nel processo del Glp-1. “Il meccanismo è un ciclo in tre fasi che collega la salute intestinale al controllo del peso: 1) Il microbiota funge da ‘traduttore’: tutto inizia con le fibre e i polifenoli, che nutrono i batteri intestinali, portando alla produzione di acidi grassi a catena corta (Scfa), come il butirrato; 2) Questi acidi agiscono come chiavi biologiche che attivano le cellule ‘L’, che producono il Glp-1; 3) L’ormone viaggia dal sangue al cervello, comunicando che siamo pieni e che possiamo smettere di cercare cibo, mentre indica allo stomaco di rallentare, garantendo un senso di sazietà prolungato.” Si sottolinea l’importanza di assumere fibre, non solo per la regolarità, ma anche per stimolare i batteri intestinali a produrre l’ormone che riduce la fame. In questo contesto, i prodotti ‘Glp-1 friendly’ agiscono come carburante per il nostro sistema interno, conclude Minelli.

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