Legambiente predica ecologia ma agisce in modo opposto

Legambiente predica ecologia ma agisce in modo opposto

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Denunciare il consumo di suolo mentre si supportano iniziative che modificano crinali e boschi. Questa è la contraddizione messa in evidenza da Adriana Rossi in una lettera incisiva e ben argomentata, ispirata dalle dichiarazioni dei leader di Legambiente Toscana riguardo alla crisi climatica. Tra allerta ambientale, inviti alla “bellezza” e promozione dell’eolico industriale, il limite tra parole e azioni sembra, secondo l’autrice, sempre più sottile.

Le contraddizioni di Legambiente

Proseguendo, leggo: “La Toscana si colloca al terzo posto tra le Regioni più colpite con 41 eventi (+100% rispetto ai 21 del 2024), preceduta soltanto da Lombardia (50) e Sicilia (44).

“Piogge intense, danni da vento, esondazioni fluviali, frane, ondate di calore e siccità continuano a colpire la regione”, queste le parole di Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, che aggiunge: “Questo deve spingerci con maggiore determinazione ad attuare politiche di adattamento draconiane e urgenti. È necessario fermare ogni nuovo consumo di suolo, abbandonando progetti come il nuovo aeroporto di Firenze e concentrandoci invece sul ripristino e la tutela della natura ovunque sia possibile, a scala urbana e regionale.”

Grazie, Fausto Ferruzza per le eloquenti parole, ma perché, nei fatti, l’associazione a cui appartiene è favorevole alle pale eoliche? Tali interventi non comportano forse consumo di suolo e, di conseguenza, deforestazione, erosione del suolo e frane? E dove sono le politiche draconiane a favore della natura? Mi sembra che si stia facendo il contrario di ciò che Lei auspica.

Ho avuto modo di ascoltare anche l’intervento di Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e esponente del Partito Democratico, a un convegno tenutosi a Firenze il 17 dicembre 2025 dal titolo “Energia e ambiente per progettare città digitali e sostenibili.”

Quando ha preso la parola, si è posto la cruciale domanda: “Cosa manca affinché la transizione ecologica funzioni?”

La risposta: “Serve una politica di livello… la conversione ecologica si realizza se è percepita positivamente, incrociando bellezza e sostenibilità.”

Verità sacrosante, ma l’industria delle pale, purtroppo, non possiede alcuno di questi requisiti poiché non è affatto sostenibile e porta solo bruttezza e degrado.

Un’altra affermazione interessante: “… in Italia si consuma meno energia rispetto ad altre nazioni e produciamo bei mobili, yacht ben progettati, ecc., dimostrando al mondo che possiamo primeggiare pur consumando meno acqua e energia.”

Affermazioni veritiere, ma se sappiamo consumare meno energia rispetto a paesi concorrenti come la Cina, che senso ha produrre più di quanto ci serve, compromettendo la natura?

Risulta che in Italia il 92% dei nuovi impianti di energia elettrica sia rappresentato da energia rinnovabile e solo l’8% da altre fonti, come il legno.

Ottimo, siamo contenti! E perché allora voler aumentare la produzione di energia se ne abbiamo già a sufficienza?

Infine, Realacci si reca nel contado, presso i frati di Camaldoli, che già nel 1520 spiegavano nel loro mansionario come trattare i boschi e come tagliare gli alberi per mantenere “vaghezza e bellezza” nella selva. Citazione straordinaria, ma adesso proviamo a immaginare l’intero crinale che da Londa va in Casentino costellato di pale di 200 metri…

Conclude con un’affermazione che condividiamo: “La bellezza è l’elemento della nostra forza.”

Il tema è affascinante e meriterebbe un approfondimento, ma qui è importante sottolineare la evidente contraddizione tra parole e fatti. Dovremmo salvaguardare “vaghezza e bellezza” (per usare le parole dei frati di Camaldoli), e invece…

Adriana Rossi

Fonte notizia

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