MSD presenta il docufilm "Il bagaglio": un viaggio nella realtà dei tumori al seno.

MSD presenta il docufilm “Il bagaglio”: un viaggio nella realtà dei tumori al seno.

139 0

MILANO (ITALPRESS) – Un racconto profondo e genuino che conduce lo spettatore nel viaggio di una donna che riceve una diagnosi di tumore al seno. Un percorso caratterizzato da fragilità e incertezze, ma anche da forza, consapevolezza e fiducia nella scienza. Questo è il tema di “Il bagaglio”, il docufilm realizzato da MSD Italia in collaborazione con ANDOS onlus Nazionale, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna, Komen Italia, Salute Donna ODV, prodotto da Brandon Box.
Grazie alla voce e alla prospettiva della protagonista, Martina, il docufilm esplora le emozioni più intime che seguono una diagnosi oncologica. Ma, soprattutto, invia un messaggio cruciale: ogni tumore è unico, come uniche sono le esperienze di ogni donna. Questo concetto è rafforzato dalle dichiarazioni appassionate delle leader delle cinque Associazioni di pazienti che hanno partecipato alla produzione. Esse portano esperienze, dati e punti di vista concreti, sottolineando l’importanza della collaborazione tra pazienti, medici, istituzioni e industria e riaffermando l’importanza di percorsi di cura personalizzati, dalla selezione delle terapie al supporto psicosociale.
“Il bagaglio” sarà accessibile sul canale YouTube di MSD e sul sito www.tumore-seno.it.
“Il bagaglio” è più di un semplice docufilm: è un invito alla consapevolezza, alla fiducia nella scienza e alla speranza. “Le pazienti richiedono maggiore informazione in ogni fase del loro percorso: necessitano di poter scegliere di essere curate in centri specializzati e di conoscere, fin dalla diagnosi, le caratteristiche del loro tumore, per accedere ai percorsi e alle terapie più adeguate. In questo viaggio, le associazioni dei pazienti rappresentano un supporto essenziale: aiutano a ridurre il peso del “bagaglio” che ogni donna porta e a far sentire le loro richieste a livello istituzionale.
“Ogni donna ha diritto a tempi e spazi dedicati, a un percorso personalizzato e a un sostegno fisico e psicologico.” Afferma il gruppo di ANDOS onlus Nazionale, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna, Komen Italia, Salute Donna ODV, che hanno svolto un ruolo fondamentale nel progetto.
Il tumore al seno continua a essere il tipo di neoplasia più comune tra le donne in Italia, con circa 53.600 nuove diagnosi previste nel 2024. Grazie ai progressi nella ricerca, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più personalizzate, oggi l’88% delle pazienti vive a cinque anni dalla diagnosi: attualmente, sono 925.000 le donne in Italia che convivono con una storia di tumore al seno.
Una delle più importanti conquiste scientifiche degli ultimi anni è la possibilità di attribuire a ogni tumore al seno una vera e propria identità, distinguendo diverse forme della malattia. Questa prospettiva ha ridefinito il percorso delle pazienti e migliorato la loro gestione. “La tipizzazione biologica del tumore — cioè l’analisi delle sue caratteristiche molecolari — è essenziale per stabilire le strategie terapeutiche più efficaci. Una donna non deve semplicemente sapere di avere un tumore, ma deve anche comprendere, fin dalla diagnosi, di quale sottotipo si tratti,” spiega Michelino De Laurentiis, direttore della SC Oncologia Clinica Sperimentale di Senologia all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli. “È solo con queste informazioni che è possibile progettare un percorso personalizzato per ogni paziente, decidendo se procedere subito con la chirurgia o con una terapia sistemica prima dell’intervento.”
Per questo motivo, è fondamentale che le donne si rivolgano a Breast Unit, centri specializzati che garantiscono un approccio multidisciplinare e coordinato. “In queste strutture, chirurghi senologi, oncologi, radiologi, anatomopatologi, radioterapisti, infermieri e psicologi collaborano fin dalla diagnosi per costruire un percorso terapeutico mirato, basato sulle ultime evidenze scientifiche e sulle specifiche esigenze della paziente.” Aggiunge Carmen Criscitiello, Professore Associato presso Humanitas University e Responsabile del gruppo di Oncologia mammaria presso IRCCS Humanitas Research Hospital di Rozzano (MI). “Questo modello organizzativo è ormai riconosciuto come standard di riferimento a livello europeo e sta riscrivendo la storia del tumore al seno, offrendo nuove opportunità di cura e aumentando le possibilità di speranza, anche nei casi più complessi.”
La valigia — il bagaglio — che Martina riempie e porta con sé fin dalle prime scene del docufilm è colma di timori e speranze, ma anche di fiducia nella ricerca che ha progettato per lei, come per tante altre, un percorso su misura. “La ricerca sta davvero riscrivendo la storia del tumore al seno,” afferma Giuseppe Curigliano, Professore di Oncologia Medica all’Università di Milano e Direttore della Divisione di Sviluppo di Nuovi Farmaci allo IEO di Milano. “Oggi disponiamo di terapie mirate, immunoterapie, anticorpi coniugati e approcci sempre più personalizzati che ci consentono di offrire speranza anche nei casi più complessi. La comprensione delle caratteristiche biologiche di ogni tumore ci permette di scegliere il trattamento giusto per la paziente giusta, nel momento critico. Questo è il vero progresso: trasformare la ricerca scientifica in vita e miglior qualità di vita per le donne che affrontano questa malattia.”
Come evidenziato con grande sensibilità nel docufilm, il percorso del paziente non è solo clinico, ma fortemente umano: il compagno di Martina gioca un ruolo importante nella narrazione, così come i medici, le altre pazienti e la rete di relazioni che ruota intorno alla protagonista e che è parte fondamentale della sua storia. “Le donne vivono momenti di disorientamento e vulnerabilità, durante i quali il supporto psicologico e la presenza del caregiver diventano cruciali. Il caregiver funge da ponte tra medici e associazioni di pazienti, rafforzando l’alleanza terapeutica con il medico e favorendo un coinvolgimento attivo della donna nel proprio percorso di cura,” spiega Giampaolo Bianchini, Responsabile dell’Oncologia Mammaria nel Dipartimento di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Promuovere una maggiore consapevolezza tra pazienti, caregiver e cittadini riguardo all’importanza di percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati, diversificati in base al tipo di tumore al seno, è un tema di grande interesse per MSD Italia, che considera la corretta informazione uno dei suoi fondamenti. Il docufilm “Il bagaglio” si inserisce in questo filone narrativo e segue un’altra campagna di sensibilizzazione, lanciata nel 2024, “Non sono tutti uguali. Tumori al seno e percorsi di vita.” La voce dell’artista Lucia Ocone fa da filo conduttore tra i due progetti: i momenti chiave del docufilm sono infatti enfatizzati da brani del monologo che, nel 2024, raccontava l’esperienza di una donna che riceve una diagnosi di tumore al seno.
“Insieme a prevenzione e ricerca, la corretta informazione è uno dei pilastri fondamentali del nostro impegno in oncologia” – afferma Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia. – “Oltre alla nostra missione di portare innovazione dove finora non esistevano soluzioni terapeutiche o opportunità di prevenzione, sentiamo forte la responsabilità di condividere conoscenza su temi cruciali per la salute. Facciamo ciò esplorando canali e linguaggi diversi — dalla comunicazione istituzionale ai social media, dai programmi educativi alle collaborazioni con società scientifiche e associazioni pazienti — convinti che solo così si possa raggiungere un pubblico sempre più vasto. In questo modo promuoviamo consapevolezza, favoriamo diagnosi più tempestive e sosteniamo percorsi di cura più efficaci, ponendo al centro le persone e le loro necessità. Inoltre, intensifichiamo la collaborazione con istituzioni, comunità scientifica e territorio, per tradurre l’informazione di qualità in azioni concrete a favore dei pazienti. Crediamo nel potere delle storie: le esperienze che danno voce alle persone rendono l’informazione più accessibile e comprensibile. In particolare, il cinema, con il suo linguaggio universale ed emotivo, è uno strumento potente per sensibilizzare e promuovere comportamenti di prevenzione e corretta informazione.
Nel 2024, MSD ha investito quasi 18 miliardi di dollari nella ricerca a livello globale. Questo impegno ha portato alla scoperta di 200 farmaci e vaccini innovativi, che nel 2024 hanno avuto un impatto significativo sulla vita di 450 milioni di pazienti.
In Italia, l’investimento di MSD in ricerca clinica nel 2024 ammonta a 138 milioni di euro, pari a oltre il 15% del totale nazionale, con 182 protocolli di ricerca attivi.
-foto ufficio stampa MSD-
(ITALPRESS).

Fonte notizia