Politecnico di Milano: L'intelligenza artificiale come soluzione alle sfide demografiche in Italia

Politecnico di Milano: L’intelligenza artificiale come soluzione alle sfide demografiche in Italia

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Entro il 2033, la forza lavoro italiana subirà un calo di 2,8 milioni, mentre i pensionati cresceranno di 2,3 milioni. Si prevede che ci saranno 21,2 milioni di occupati, mentre ne servirebbero 26,8 milioni per garantire l’equilibrio del sistema previdenziale. L’intelligenza artificiale diventa quindi una risorsa fondamentale per ridurre il divario, a condizione di investire in formazione, tutela e redistribuzione equa dei vantaggi. Questi sono alcuni dei risultati presentati dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, durante un convegno alla Camera dei Deputati intitolato “Intelligenza Artificiale e Lavoro: evidenze sul Sistema Paese tra rischi e opportunità”.

L’evento, supportato dal Presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto, ha visto la partecipazione di Andrea Giaccone, membro della Commissione Lavoro, Chiara Gribaudo, membro dell’XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato, Giulia Pastorella, membro della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, e Chiara Tenerini, membro dell’XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato.

“L’intelligenza artificiale è strategica per affrontare le sfide demografiche ed economiche future dell’Italia”. – ha dichiarato Walter Rizzetto, presidente della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati – “Per questo motivo, ho sostenuto con fermezza questo evento di presentazione dei dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. La nostra Commissione segue con attenzione le implicazioni dell’IA nel mondo del lavoro e ha portato avanti un’indagine conoscitiva per identificare rischi, opportunità e strumenti di regolazione. L’obiettivo è accompagnare l’innovazione con politiche adeguate che possano coniugare competitività e tutela delle persone, così che il progresso tecnologico diventi leva di crescita e coesione sociale”.

“Nel 2024, il mercato dell’Artificial Intelligence in Italia mostrerà una crescita straordinaria (+58%), raggiungendo 1,2 miliardi di euro. Un segnale dell’interesse del panorama produttivo per le opportunità offerte da questa tecnologia.” afferma Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence. “La tecnologia sta già influenzando la vita quotidiana dei lavoratori italiani, con il 61% che crede che l’IA abbia già cambiato significativamente il loro modo di lavorare.”

In particolare, il 54% degli intervistati ritiene che l’IA semplifichi e acceleri le operazioni, il 34% segnala che l’IA gestisce autonomamente alcune mansioni; il 17% riporta che l’IA svolge compiti non sostituiti dalla tecnologia; pare che per il 6% del campione il lavoro sia totalmente dedicato alla supervisione dell’IA. Guardando al futuro, oltre 1 lavoratore su 10 prevede che molte delle proprie attività possano essere automatizzate dall’IA nei prossimi cinque anni.

“Con il rilascio della seconda Strategia nazionale per l’IA, riguardante il periodo 2024-2026, l’Osservatorio ha continuato il suo monitoraggio dell’ecosistema nazionale dell’Intelligenza Artificiale, raccogliendo oltre 30 indicatori che forniscono una panoramica complessa e dettagliata del nostro contesto.” commenta Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence.

“Tra i temi discussi figura la formazione. Da un lato i KPI sono incoraggianti, ma dall’altro preoccupanti. Il numero di studenti in discipline STEM rimane pressoché invariato, circa 124.000 nel 2023/24, mentre il numero di dottorati in IA è più che raddoppiato tra il 2021/2022 e il 2022/2023, raggiungendo quota 342, grazie ai finanziamenti del PNRR. Tuttavia, non possiamo ignorare un dato allarmante: il flusso migratorio netto delle competenze italiane in IA è negativo, registrando -0,18 nel 2023, mentre paesi come il Regno Unito hanno valori positivi (+1,04). Questo ci costringe a riflettere su come trattenere i talenti e incentivare la loro crescita nel nostro paese per non compromettere il potenziale costruito.”

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