Il primo cittadino di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, insieme a Mirella Lotti.
Mirella Lotti, assieme al sindaco di Barberino Tavarnelle, si abbracciano e versano lacrime di gioia. Questo momento rappresenta un riconoscimento che va oltre il valore economico; è un attestato morale che onora e restituisce dignità alle vittime della Strage di Pratale, avvenuta 81 anni fa la sera del 23 luglio per mano dei nazifascisti. Dopo una lunga lotta istituzionale a fianco del Comune e un complesso percorso legale, assistita dagli avvocati Iacopo Casetti e Vittoria Hayun, Mirella Lotti, a 90 anni, figlia di Giuliano e nipote di Carlo, ottiene il risarcimento dal Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze), secondo quanto stabilito dalla sentenza della giudice Susanna Zanda del Tribunale di Firenze emessa nel novembre scorso.
Con l’arrivo ufficiale della notizia, Mirella Lotti, testimone diretta dell’eccidio all’età di nove anni, che perì in un colpo solo il padre e il nonno a causa delle mitragliate dei soldati nazifascisti, si abbandona tra le braccia del sindaco David Baroncelli, che l’ha visitata poche ore prima. Anche lui non riesce a trattenere le lacrime per l’emozione di questa vittoria collettiva. Il risarcimento di Mirella Lotti rappresenta la vittoria per tutte le famiglie delle vittime della strage e per un’intera comunità che ha lottato per mantenere viva la memoria dei 12 contadini fucilati nella radura di Pratale senza motivo. Il sindaco sottolinea che oggi la medaglia d’oro al merito civile ricevuta dal presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ad aprile 2024, ha un valore ancora maggiore perché evidenzia l’importanza di un evento storico che ha influenzato profondamente il percorso sociale e culturale di Barberino Tavarnelle. Il risarcimento per il danno subito da una bambina cresciuta senza padre, in povertà, grazie alle sole cure della madre, si associa al tema della giustizia, rappresentando un riconoscimento indelebile che amplifica la memoria delle vite spezzate, impresse per sempre in quella terra intrisa di sangue, macchiata dagli efferati omicidi che portarono alla morte di dodici innocenti.
La battaglia per la memoria e la civiltà intrapresa dal Comune di Barberino Tavarnelle è un percorso istituzionale con radici lontane, scandito da momenti celebrativi, cerimonie commemorative, spettacoli teatrali, reading collettivi coinvolgendo studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo Don Lorenzo Milani di Barberino Tavarnelle, progetti educativi, ricerche documentali e storiche, supportati da figure come l’attore e regista Massimo Salvianti, lo storico Francesco Catastini e lo scrittore Fabrizio Silei, solo per citarne alcuni. Un lavoro pluriennale che ha consentito di divulgare l’eccidio e identificare i responsabili delle stragi. Il sindaco evidenzia che è stato un cammino costante e collettivo, rafforzato di recente da una rete istituzionale regionale che si è estesa a livello nazionale coinvolgendo i comuni colpiti dalle stragi nazifasciste.
“Non mi sono mai sentita sola – afferma Mirella Lotti – perché c’era sempre qualcuno al mio fianco: l’amministrazione comunale, la mia comunità e tutte le persone che mi hanno accompagnato, alimentando la speranza che questo risarcimento potesse arrivare. Sono felice… il mio pensiero va ancora una volta al nonno e al mio caro papà, ucciso a soli trent’anni. Ricordo con chiarezza il momento in cui me lo strappano dalle braccia e io gli dissi, guardandolo negli occhi, “babbino mio, non mi lasciare”. Il dolore per la morte di mio padre e di mio nonno non potrà mai essere risarcito, è un dolore che porto con me per tutta la vita, anche quando ho solo un pezzo di pane e due pere. Dopo la loro morte, vivendo di stenti, ho compreso ciò che conta davvero: la vita, la famiglia, la nostra terra, la libertà. Oggi desidero ringraziare l’amministrazione comunale e la mia comunità per il supporto che mi hanno dato negli anni”.
“A causa dei ritardi nei pagamenti – dice l’avvocato Iacopo Casetti – quest’estate siamo stati costretti a ricorrere all’atto di precetto per proteggere i nostri assistiti e sperare di sbloccare il MEF. Le domande sono state presentate nella primavera del 2024 e dovevano essere liquidate in 6 mesi”. “Siamo molto soddisfatti del risultato che rappresenta un po’ di giustizia per alcune delle vittime della zona di Barberino Tavarnelle. Tuttavia, la strada è ancora in salita – aggiunge l’avvocata Vittoria Hayun – poiché molti di coloro che, durante il periodo dell’armadio della vergogna, hanno ricevuto una sentenza di condanna penale non sono ancora stati risarciti. Speriamo che ciò avvenga presto”.
