Durante la conferenza del 20 agosto con i vertici militari di 32 Paesi NATO e della “Coalizione dei Volenterosi”, sono stati compiuti significativi progressi nel coordinamento degli aiuti. Cavo Dragone ha presentato il PURL (Prioritized Ukrainian Requirement List), uno strumento utile per raccogliere le esigenze militari segnalate da Kiev, validate dal comando NATO in Europa e soddisfatte rapidamente tramite un meccanismo di finanziamento condiviso.
“Ad oggi la formula PURL ha portato l’invio di armi per un valore di un miliardo e mezzo di dollari”, ha spiegato, sottolineando che i tre pacchetti già attivati sono stati finanziati da Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia e Germania. Le forniture riguardano prevalentemente «materiale di difesa aerea contro missili e droni, oltre a munizioni di vario calibro», considerati assolutamente prioritari per Kiev. In totale, come ha dichiarato l’ammiraglio, “i Paesi NATO hanno fornito il 99% degli aiuti militari globali. Nel 2024, il loro valore ha raggiunto i 50 miliardi di dollari. Dal primo gennaio 2025, siamo già a 33 miliardi, ma prevediamo di essere in linea con il dato precedente entro la fine dell’anno”.
Per quanto riguarda le prospettive di pace, Cavo Dragone ha chiarito che “questi temi fanno parte della politica internazionale e del negoziato con Mosca”, ma ha anche affermato che in sede NATO “non abbiamo discusso assolutamente di contingenti di terra”. La possibilità di future missioni di sicurezza in Ucraina, inclusa la presenza di forze alleate, rimane una questione politica ancora da definire.
In risposta alle affermazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, che ha dichiarato che Mosca dovrebbe essere coinvolta nelle garanzie di sicurezza, l’ammiraglio ha commentato: “Le parole di Lavrov rientrano nel gioco degli interessi. Comprendo perfettamente gli ucraini. Siamo ancora molto lontani da un accordo. È necessaria una trattativa e sarebbe auspicabile un cessate il fuoco al più presto per facilitare le negoziazioni.”
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