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Oltre 70 milioni di euro investiti e 185 percorsi realizzati in cinque anni di ITS: “Crescita straordinaria del sistema toscano”

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Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana

Più di 70 milioni di euro già investiti, di cui 18 solo quest’anno dalla Regione, con 10 Fondazioni ITS attive e 185 percorsi già implementati o in fase di sviluppo. Questi rappresentano i principali indicatori della rapida espansione del sistema toscano degli ITS durante i cinque anni dell’attuale mandato regionale. A evidenziarlo sono stati il presidente Eugenio Giani e l’assessora Alessandra Nardini in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Strozzi Sacrati, dove hanno fatto un bilancio del lavoro svolto dalla Regione per potenziare l’istruzione tecnologica superiore dal 2020 ad oggi.

Dal primo insediamento dell’attuale giunta, sono stati investiti complessivamente 70 milioni e 300 mila euro. Circa 23 milioni provengono dalle risorse dei settennati FSE 14/20 e FSE+ 21/27; con il PNRR sono stati ottenuti 19,1 milioni, mentre altre risorse nazionali hanno fornito 6,2 milioni.
Significativa anche la somma di 4.2 milioni di euro destinata attraverso il programma FESR 2021/2027, per rafforzare i laboratori territoriali aperti, migliorando la didattica delle ITS Academy con attrezzature di alta tecnologia.

In termini di investimenti per quest’anno, vi sono 18 milioni di euro dedicati ai 54 percorsi ITS finanziati con il FSE+ 2021-2027, che partiranno entro il prossimo novembre, oltre a 13 percorsi aggiuntivi ITS finanziati con risorse statali, per un totale di circa 2 milioni.

Un investimento significativo che ha permesso di ampliare notevolmente l’offerta formativa (sostenuta da GiovaniSì) e di coprire tutte le 10 aree tecnologiche previste dalla normativa nazionale. Dal 2020 a oggi, sono stati completati e sono in corso complessivamente 185 percorsi ITS, con un aumento rispetto ai 24 del 2020, 30 nel 2022 e un previsto 65 nel 2024/2025.

“Possiamo affermare che la nostra scommessa sugli ITS è stata vinta, poiché oggi rappresentano un modello formativo completo, ben strutturato e capace di fornire accesso al mondo del lavoro”, ha sottolineato il presidente Giani, che ha ringraziato i rappresentanti delle ITS Academy presenti, insieme a quelli delle università toscane, all’incontro con la stampa. “Oggi – ha aggiunto – gli ITS sono strumenti fondamentali per incrementare le competenze dei giovani, rafforzare i legami tra formazione e mondo produttivo e generare capitale umano altamente qualificato”. “Le risorse che investiamo nell’istruzione tecnica superiore – ha concluso Giani – sono ben allocate, e la Toscana continuerà a investire in questo settore sempre più cruciale”.

“In questa legislatura abbiamo investito in modo significativo nel potenziamento del sistema ITS toscano – ha dichiarato l’assessora Nardini –, abbiamo creato 3 nuove Fondazioni ITS, coprendo tutte le 10 aree tecnologiche della riforma nazionale, aumentando il numero di percorsi attivati ogni anno e rendendoli più accessibili sul territorio. È importante notare che per la prima volta, tutte le province toscane hanno avuto accesso ai percorsi ITS, in un’ottica di Toscana inclusiva e di contrasto alle disparità territoriali messe in evidenza in questo mandato. Inoltre, abbiamo investito notevolmente in orientamento e informazione, poiché sappiamo che in Italia questo segmento di formazione non universitaria non è ancora molto conosciuto e affronta vari pregiudizi. Un altro aspetto fondamentale è il nostro rapporto con le università toscane, che non solo fanno parte delle Fondazioni ITS, ma interagiscono sempre più con il sistema ITS in un’ottica di complementarità e sinergia tramite le ‘passerelle’ di crediti formativi (CFU) per chi decide di passare dall’Università agli ITS o viceversa”, ha spiegato Nardini.

“Quest’anno offriamo una gamma formativa molto ampia e speriamo che tutti i percorsi possano raggiungere il numero minimale di partecipanti per partire – ha aggiunto Nardini – nonostante non abbiamo più accesso a risorse PNRR. Questo è reso possibile grazie a un investimento senza precedenti della Regione Toscana, pari a 18 milioni di euro.” “In questi anni, come Regione abbiamo fatto la nostra parte per far crescere il sistema ITS, riconoscendolo come strategico. Ora ci aspettiamo altrettanta consapevolezza e stanziamenti dal livello nazionale”, ha concluso Nardini, sottolineando come gli ITS possano promuovere occupazione giovanile di qualità e risolvere il mismatch di competenze tra domanda e offerta, un problema segnalato dalle imprese.

I percorsi 2025/2026 – Le iscrizioni ai percorsi per l’anno formativo 25/26 sono attualmente aperte e inizieranno tra il 1° settembre e il 30 novembre. In totale, ci sono 67 percorsi: 54 dei quali sono sostenuti con oltre 18 milioni di euro (18.078.510 euro) direttamente dalla Regione Toscana attraverso il Pr Toscana FSE+ 2021/2027, mentre i restanti 13 sono stati sviluppati con il supporto di fondi nazionali. Coprono tutte le province toscane e i settori “strategici” descritti dalla normativa, come Energia, Sistema Casa, Meccatronica, Sistema Moda, Sistema Agroalimentare, Chimica e nuove tecnologie della vita, Tecnologie per i beni e le attività artistiche e culturali e per il turismo, Servizi alle imprese e agli enti non profit, ICT, Mobilità Sostenibile e logistica.

Lo sviluppo dei PTP – I Poli tecnico professionali (PTP), ora 25, assicurano l’interconnessione tra la filiera formativa e quella produttiva, collaborando con le Fondazioni ITS per formare giovani in aree strategiche in risposta alle richieste del mercato. È stato completato il processo per l’apertura di tre poli nelle filiere non ancora esistenti. Ad aprile 2025, sono stati ufficialmente riconosciuti il PTP Innovazione Edilizia e Sostenibilità, il PTP Toscana Digitale per l’ICT mediatico/audiovisivo e il PTP Formazione, Orientamento e Relazioni con il Mondo Aziendale (PTP FORMA) per il settore dei servizi alle imprese e delle organizzazioni senza scopo di lucro.

Le “passerelle” – Tra le novità in fase di attuazione, c’è il sistema di riconoscimento di crediti formativi per il passaggio da Università a ITS e viceversa, introdotto dalla riforma della Legge sugli ITS del 2022. A chi ha conseguito un diploma ITS e si iscrive a un corso di laurea verranno riconosciuti tra 48 e 90 CFU. Massimo 60 CFU sono previsti per coloro che non possiedono il diploma ITS, purché abbiano completato l’ultima annualità e decidano di iscriversi a un corso di laurea o di una AFAM (Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica). Al contrario, chi passa dall’Università a un ITS potrà vedere riconosciuti fino al 60% dei CFU richiesti. Chi possiede una laurea triennale avrà accesso all’ultima annualità del percorso ITS, ricevendo il riconoscimento dal 40% fino al 90% dei crediti. I meccanismi di riconoscimento si applicano anche a chi ha conseguito un diploma AFAM. Attualmente, in Toscana è in corso un confronto tra Università pubbliche e Fondazioni ITS Academy, coordinato dall’assessora Nardini, per definire i dettagli del riconoscimento dei CFU. La normativa nazionale prevede anche la possibilità di riconoscere ulteriori CFU sulla base di accordi tra Fondazioni e Atenei.

Il monitoraggio di Indire – Secondo il Monitoraggio ITS 2025 condotto da Indire (l’ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione e del Merito), oltre l’80% dei diplomati ha trovato lavoro (84%), di cui il 93% occupato in un settore coerente con il percorso di studi. Questo dato in Toscana è allineato con quello nazionale, raggiungendo l’84,48%.

Cosa sono gli ITS – Gli Istituti Tecnologici Superiori sono accademie ad alta specializzazione che offrono il diploma di tecnico superiore. Ridenominati ITS Academy dalla riforma della Legge sugli ITS del 2022, rappresentano una parte del sistema terziario di formazione superiore non universitaria. Formano professionisti altamente qualificati dal punto di vista tecnico e tecnologico, promuovendo l’occupazione, in particolare quella giovanile, e contribuendo allo sviluppo di un’economia competitiva e resiliente. I corsi prevedono classi composte da 20 a 25 studenti e includono lezioni in aula, attività pratiche e visite guidate. Destinati a giovani diplomati dai 18 ai 35 anni, i percorsi possono essere biennali (1.800 o 2.000 ore) o triennali (3.000 ore). Almeno il 50% dei docenti proviene dal settore professionale.

Fonte: Regione Toscana – Ufficio stampa

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Posted by - Gennaio 30, 2025 0
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