Servizio RAI sulla strage del Duomo di San Miniato, un testimone: "Versione inaccurata". Seguirà una rettifica.

Servizio RAI sulla strage del Duomo di San Miniato, un testimone: “Versione inaccurata”. Seguirà una rettifica.

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Il 5 luglio scorso, RAI 1 ha trasmesso un servizio dedicato alla Strage del Duomo di San Miniato avvenuta il 22 luglio 1944 durante il programma ‘A Sua Immagine‘ (Clicca qui per il link su RaiPlay). Tuttavia, ora la RAI dovrà correttire le informazioni Rese note.

Durante la trasmissione, è stato intervistato un ‘testimone‘ che ha affermato di non essere presente a San Miniato quel giorno e che “quello che avvenne in chiesa, lo racconto per sentito dire“. Questo alimenta la vecchia e ormai superata narrativa della responsabilità nazista per la strage.

Il testimone ha dichiarato: “I civili furono portati lì contro la loro volontà. I tedeschi andavano a prendere le persone dalle loro case e li costringevano a entrare in chiesa. Chi si rifiutava veniva minacciato con un fucile. Alla fine, hanno chiuso la porta della chiesa e ciò che accadde è storia”.

Contrariamente a quanto detto, la storiografia, come riportato nei lavori di Paolo Paoletti, Claudio Biscarini e Giuliano Lastraioli, ha dimostrato che la strage fu il risultato di una cannonata americana durante l’avanzata degli alleati, confermato anche dal decreto di archiviazione del Tribunale Militare di La Spezia nel 2002.

Il signor Giuseppe Chelli, 92 anni, che è un autentico testimone della strage, ha scritto una lettera alla RAI per segnalare l’omissione: quel giorno era presente in chiesa e si salvò grazie a una colonna, mentre suo fratello Carlo non ebbe la stessa sorte.

Giuseppe Chelli ha contattato la redazione di ‘A Sua Immagine’, sottolineando che la narrazione del testimone “è completamente falsa, nonostante sia stata ripetuta per decenni. I documenti storici, archivistici sia americani che tedeschi, e il Tribunale Militare di La Spezia confermano che l’eccidio fu causato da una delle 91 cannonate sparate su San Miniato dalle forze americane quel giorno e che accidentalmente una pallottola colpì la chiesa”. Chelli ha quindi richiesto “cortesemente ma con fermezza che venga corretta questa informazione errata all’interno dello stesso programma”.

Dopo la lettera, la RAI ha comunicato che il 20 luglio alle 10.50 seguirà una rettifica durante il notiziario religioso.

La trasmissione ha suscitato anche l’attenzione della Diocesi di San Miniato, che attraverso il suo periodico ‘La Domenica’ e il suo sito ha pubblicato un articolo riguardo a diverse omissioni: la testimonianza offerta, infatti, “non è stata accompagnata da alcuna menzione del cannoneggiamento americano che causò la strage. Una narrazione incompleta, che rischia di perpetuare una visione imprecisa con conseguenze calunniose verso l’allora vescovo Ugo Giubbi […] È fondamentale raccontare la storia nella sua totalità, affinché si possa onorare la memoria delle vittime e fornire una lezione significativa alle nuove generazioni” (Leggi l’articolo qui).

Successivamente, anche lo storico locale Francesco Fiumalbi ha analizzato, sul sito di Smartarc (San Miniato Arte e Architettura), le imprecisioni della trasmissione e ha ricostruito dettagliatamente la vicenda (Leggi qui l’articolo). Anche la consigliera di FdI Francesca Bruni ha rilasciato una nota riguardo l’argomento.

Fonte notizia

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