Referendum Multiutility, le opposizioni: "Accorpare con le Elezioni Regionali per rispondere a 4.000 empolesi"

Accorpamento Referendum Multiutility, TPE: “Si cerca di evitare il raggiungimento del quorum”

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Secondo il Comitato Referendario ‘Trasparenza per Empoli’, la scelta del sindaco di non unire il referendum comunale sulla Multiutility con le elezioni regionali del 2025 è una decisione “pienamente politica”, giustificata da un parere ministeriale che “lo stesso sindaco ha definito pubblicamente non vincolante”.

Il Comitato sostiene che questo sia un modo per ostacolare la partecipazione dei cittadini e ignorare le opportunità fornite dalla legge e dallo statuto comunale per ridurre le spese e incentivare la democrazia: “L’intento è chiaro – si legge nella nota – evitare il quorum, rendendo così nullo l’esito del referendum sulla Multiutility”.

Con preoccupazione apprendiamo che, nonostante il sindaco abbia dichiarato l’intenzione di proporre nel 2026 una revisione della delibera originale sulla Multiutility, permane il rifiuto di accorpare il referendum comunale alle elezioni regionali del 2025, motivato da un parere ministeriale che, come affermato dallo stesso sindaco, non vincola la decisione.

Ciò implica che la scelta di non accorpare è una decisione politica autonoma, adottata nonostante il parere ministeriale evidenzi complicazioni tecniche facilmente superabili, senza limitarne l’efficacia come condizione proibitiva. Di fatto, si rinuncia a facilitare la partecipazione e contenere i costi, come previsto dalla legge e dallo statuto comunale.

È sempre più evidente che l’obiettivo sia evitare l’election day, proprio per scongiurare l’effetto generato da una partecipazione ampia: il raggiungimento del quorum, che renderebbe il voto vincolante. Così, si limita l’esercizio della sovranità popolare, come sancito dall’Art. 1 della Costituzione, venendo meno al mandato dello Stato di rimuovere ostacoli che, minando la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono la loro effettiva partecipazione nella gestione politica, economica e sociale del Paese – Art. 3 della Costituzione –.

Il sindaco ha affermato: “Al di là di tutto, il consiglio comunale non potrà ignorare l’esito del referendum. Ma è chiaro che se dovesse prevalere il sì, ci troveremmo ad affrontare un processo molto complesso.”

Questa dichiarazione solleva interrogativi: il processo sarà complesso per rispettare la volontà dei cittadini, o perché si devono mantenere gli impegni presi a favore della Multiutility? In un momento in cui, dopo le dimissioni della sindaca di Prato, Firenze non ha più una maggioranza conclusa nell’amministrazione della Multiutility e si affida a Empoli e Scandicci per rafforzare l’alleanza politica a favore della quotazione, è legittimo chiedersi se le difficoltà menzionate dal sindaco riguardino solo la complessità amministrativa o anche i fragili equilibri tra i soci pubblici?

Comitato Referendario “Trasparenza per Empoli”

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