Tra le novità, si introduce l’obbligo del casco per tutti, inclusi i maggiorenni, e un sistema per identificare i veicoli. Per combattere l’anonimato dei monopattini e permettere un controllo più efficiente in caso di infrazioni, la legge prevede che ogni conducente apponga un contrassegno identificativo sul proprio mezzo, personale e non trasferibile. Questo non è una tradizionale targa, ma un dispositivo semplice e leggero, facilmente installabile.
Il decreto stabilisce dimensioni, forma e modalità di montaggio del contrassegno: deve essere posizionato in modo visibile sul monopattino, preferibilmente al centro del parafango posteriore se c’è un alloggiamento apposito, o sulla parte anteriore del piantone dello sterzo, a una distanza dal suolo compresa tra 20 cm e 1,20 m. Inoltre, vengono definiti criteri per le combinazioni alfanumeriche del contrassegno. Attualmente, si sta discutendo con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per determinare i costi di produzione e di vendita (Iva inclusa), assicurando tariffe sostenibili per gli utenti.
Il ministro ha espresso soddisfazione per questo passo iniziale verso l’implementazione del nuovo Codice della Strada, evidenziando come le disposizioni sul contrassegno siano essenziali per rendere obbligatoria anche l’assicurazione rca e intensificare i controlli stradali. In quest’ottica, il Mit ha già richiesto dati al ministero dell’Interno e all’Anci riguardo alle sanzioni per violazioni dell’obbligo del casco, al fine di monitorare l’applicazione della norma e valutarne gli effetti.
– foto IPA Agency –
