L’evento, organizzato da Veronafiere, ha offerto un’ottima opportunità per promuovere il Vinitaly Usa, in programma a Chicago il 5 e 6 ottobre 2025. Matteo Zoppas ha sottolineato l’importanza dell’ultima edizione del Vinitaly di Verona, che si svolgerà dal 6 al 9 aprile, come occasione di discussione: “Le conversazioni avvenute durante il Vinitaly, subito dopo l’annuncio delle tariffe poi sospese, hanno rafforzato la nostra determinazione a rispettare il prezzo finale sul mercato, sebbene sia una sfida complessa – ha dichiarato Zoppas. Alla fine del Vinitaly, si è manifestata la volontà di condividere il dazio per cercare un accordo tra produzione e distribuzione. Speriamo che, al termine di questi 90 giorni di pausa, le interazioni e le negoziazioni tra Europa e America conducano a una situazione di dazi minimi, se non nulli.
Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha condiviso questa visione, evidenziando come il successo della recente edizione del Vinitaly debba servire come base per futuri accordi commerciali: “Il Vinitaly che si è concluso recentemente ha avuto un esito molto positivo, dimostrando che il vino italiano è molto ricercato e apprezzato nel panorama del made in Italy. Questo è già un buon segnale” – ha commentato Bricolo. “Nonostante le difficoltà legate alle relazioni internazionali e le minacce di dazi, a Verona abbiamo registrato un incremento del 5% di buyer provenienti dagli Stati Uniti rispetto allo scorso anno. Oggi presentiamo il Vinitaly Chicago per rafforzare la presenza del vino italiano negli Stati Uniti, un mercato cruciale in cui le aziende italiane sono motivate a mostrare le loro eccellenze e il Vinitaly Chicago sta già ricevendo molte adesioni, segno della grande volontà di impegnarsi.”
Il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini, ha discusso dei potenziali dazi e dell’industria del vino che si sta muovendo per mantenere viva l’esportazione negli Stati Uniti: “Certamente si tratta di una situazione da affrontare, ma dobbiamo riconoscere che ogni bicchiere di vino porta con sé molte sfide, alcune delle quali esistono da secoli” – ha sottolineato Rebughini. “L’industria vinicola è altamente resiliente e sono certo che si rafforzerà ulteriormente attraverso questa incertezza. La situazione rimane complessa, poiché non abbiamo ancora un’idea chiara dell’effettivo impatto dei dazi. Prevediamo una maggiore chiarezza nei prossimi mesi, con un monitoraggio dell’effetto reale sulla nostra economia. Abbiamo creato una piattaforma globale che parte da Verona e si estende a Chicago, con l’obiettivo di promuovere il vino italiano sia nel mercato locale sia a livello internazionale. Il mercato americano è di fondamentale importanza e fra i produttori cresce la volontà di continuare a investire e sostenere le attività in questo periodo di incertezze.”
Attualmente, gli Stati Uniti rappresentano il 24% delle esportazioni totali di vino italiano. Durante l’incontro, i produttori hanno ribadito l’importanza della continua esportazione e valorizzazione dei prodotti italiani, dato che gli americani sono i principali consumatori di vino italiano. Anche se i produttori italiani si stanno diversificando in Canada, Messico e Brasile, gli Stati Uniti rimangono al centro della strategia a lungo termine per gli investimenti all’estero.
– foto xp6/Italpress –
