Firenze: Greve in Chianti, gli antichi lavatoi di Montefioralle torneranno a nuova vita.

Firenze: Greve in Chianti, gli antichi lavatoi di Montefioralle torneranno a nuova vita.

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L’assessore Saturnini durante un sopralluogo © Unione dei comuni del Chianti

Contrariamente a quanto dice il proverbio… un tempo le faccende domestiche venivano svolte all’esterno. I cittadini di Montefioralle, in particolare gli anziani, evocano vividamente ricordi legati alla vita comunitaria del paese. Giorni interi passati presso i lavatoi, posti all’esterno delle mura del castello, dove da piccoli accompagnavano le madri e le nonne, impegnate a lavare a mano la biancheria quotidiana, in particolare coperte e tappeti.

Il bucato era un rito collettivo, vivace e affollato.
Un tempo questi spazi offrivano alle donne di Montefioralle e della campagna circostante l’opportunità di uscire e condividere momenti dedicati all’igiene personale, creando preziose occasioni di dialogo e socializzazione.
I lavatoi di Montefioralle, di origine secolare e probabilmente risalenti all’epoca medievale, furono utilizzati fino agli anni Settanta, quando l’acqua corrente cominciò a raggiungere le abitazioni, rappresentano uno dei più significativi insediamenti storico-architettonici tra i manufatti minori nel territorio chiantigiano.

Questa testimonianza della vita quotidiana, tanto cara agli abitanti del borgo, è oggetto dell’attenzione dell’amministrazione comunale, che intende riportarla alla ribalta grazie a un preciso intervento di rifunzionalizzazione e restauro, sostenuto da un finanziamento ottenuto tramite un bando pubblico indetto da Ato, Autorità Idrica Toscana.
L’amministrazione grevigiana è infatti uno dei 17 comuni toscani vincitori del bando e ha ricevuto oltre 30mila euro, a cui si aggiungeranno risorse proprie.

I lavatoi, realizzati in pietra locale, presentano una struttura architettonica composita. Comprendono quattro elementi principali, caratterizzati da un edificio a volta, posto lungo la strada, e da tre vasche che si affacciano su via delle Lenzole, separate da gradini in pietra e da un muro di contenimento in pietra sul lato del terreno agricolo confinante.
Il manufatto si distingue per le vasche di forma rettangolare, di dimensioni diverse, testimoniando le funzioni specifiche di ciascuna. Alcune erano destinate al risciacquo e si trovavano più vicine alla sorgente, mentre altre servivano per insaponare i capi di biancheria.

“La memoria di questo luogo si è cristallizzata nella tradizione orale della comunità” – osserva l‘assessore ai Lavori pubblici Giulio Saturnini“ed è stata tramandata come segno tangibile della vita sociale delle molte generazioni di donne che si sono susseguite nel tempo. Il manufatto, con le sue vasche multiple, ha una forma particolare, dotata sia di una struttura coperta, ricavata in una cavità vicino alla sorgente d’acqua, sia di una zona scoperta suddivisa in lavatoi di dimensioni diverse.” La struttura si trova all’esterno del borgo murato, in direzione ovest, lungo via delle Lenzole.

L’intervento dell’amministrazione comunale volto a ristrutturare i vecchi lavatoi di Montefioralle non si limita a una riqualificazione di un insediamento architettonico di valore storico, situato in uno dei Borghi più belli d’Italia, ma mira a recuperare un bene immateriale e invisibile: la storia di una comunità che continua a mantenere viva la memoria culturale di un luogo, simbolo e testimonianza dell’identità e del ruolo femminile nel corso dei decenni.

Passando lungo via del Castello di Montefioralle, sembra di poter ancora udire l’eco delle donne del paese. E forse qualcuno, ispirato dal bellissimo componimento del 1891 di Giovanni Pascoli, che ricrea l’atmosfera agreste delle lavandaie nei versi “lo sciabordare delle lavandare con tonfi spessi e lunghe cantilene”, continua a ricordare quegli attimi.



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