Dazi, timori e nuove strategie: le testimonianze dei Consorzi del mondo del vino da Nord a Sud

Dazi, timori e nuove strategie: le testimonianze dei Consorzi del mondo del vino da Nord a Sud

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L’annuncio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardante i dazi del 20% sui prodotti provenienti dall’Unione Europea, ha sollevato forti preoccupazioni per il settore vitivinicolo, in particolare per i principali esportatori come l’Italia. Questa situazione è stata evidenziata da vari Consorzi di tutela da Nord a Sud, i quali esprimono serio allarme.

“L’imposizione dei dazi sui vini italiani è motivo di grande preoccupazione,” afferma Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio Vini Doc Sicilia. “Il nostro settore è sempre stato caratterizzato dalla qualità e dall’export come elementi distintivi. I vini del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia rappresentano la nostra cultura e il nostro territorio nel mondo, e queste misure non solo metteranno in difficoltà i produttori, ma penalizzeranno gravemente anche i consumatori americani, riducendo le loro possibilità di accedere a prodotti di alta qualità a prezzi competitivi. Temiamo che questo possa limitare le opzioni disponibili per il pubblico statunitense, privandolo di vini apprezzati per la loro qualità e autenticità.”

“Il Consorzio, da parte sua, continuerà a cercare di mantenere aperto un dialogo con gli Stati Uniti. Tuttavia, avvieremo anche strategie per espandere verso altri mercati e intensificare le attività di commercio e promozione in paesi con cui abbiamo collaborato nel tempo, come il Canada e il Regno Unito. La valorizzazione dei vini Doc Sicilia proseguirà con determinazione su scala globale,” avverte.

Alcuni, però, mostrano un cauto ottimismo. “Senz’altro, l’introduzione dei nuovi dazi sull’importazione di vino negli Stati Uniti,” dichiara Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, “ci spinge a riflessioni importanti, ma non siamo eccessivamente preoccupati. Grazie al loro prezzo competitivo, i vini delle denominazioni tutelate dal nostro Consorzio, in particolare la Barbera, prevediamo non subiscano flessioni significative nelle vendite, poiché l’impatto dell’aumento di prezzo sarà minimo e ci aspettiamo che il mercato possa facilmente assorbirlo.”

“Questo, unito all’apprezzamento che i nostri vini ricevono da giovani consumatori e veri appassionati, per la loro versatilità e capacità di abbinamento, ci fa sperare che continueranno a essere competitivi anche nel contesto dei nuovi dazi americani. Siamo quindi fiduciosi che rimarranno ricercati nel mercato americano senza che le politiche sui dazi possano influire eccessivamente sulle vendite,” spiega.

“Riteniamo, inoltre, fondamentale,” aggiunge, “continuare a investire nella collaborazione con i principali attori del mercato statunitense. A tal fine, abbiamo stipulato un importante accordo con il Monopolio della Pennsylvania, che porterà a una serie di iniziative, la prima delle quali è il tour attualmente in corso nel nostro territorio. È un’opportunità unica per i nostri produttori di presentare i loro prodotti ai buyer e di instaurare nuove relazioni commerciali. Siamo convinti che la nostra regione possa diventare sempre più un punto di riferimento per eccellenza e qualità.”

Massimo Sepiacci, presidente di UmbriaTop, cooperativa delle cantine umbre, sottolinea l’importanza di strategie specifiche: “Adesso abbiamo un quadro più chiaro: sappiamo che il dazio sarà del 20%. È una notizia che avrà un impatto negativo, ma almeno l’incertezza che ha bloccato il mercato nei mesi passati è stata superata. L’effetto immediato sarà una diminuzione dei volumi importati, con un impatto diretto sulle nostre esportazioni, in particolare per i vini di fascia media e entry level. Per il settore vinicolo umbro, questo richiede l’adozione di strategie mirate per limitare le perdite, diversificando le destinazioni e valorizzando ulteriormente la qualità e l’unicità dei nostri vini.”

“L’Umbria, con la sua lunga tradizione vitivinicola e il suo impegno nella produzione di vini di eccellenza, deve affrontare questa sfida con determinazione, sfruttando al meglio le sue risorse territoriali. È fondamentale potenziare la presenza nei mercati emergenti, investire nella digitalizzazione della distribuzione e creare sinergie con altri comparti strategici del Made in Italy,” prosegue.

“È essenziale,” sottolinea, “un lavoro collaborativo tra istituzioni, consorzi e produttori per affrontare questa situazione, garantendo la competitività del vino umbro a livello globale e continuando a promuovere il valore del nostro territorio e delle sue produzioni di qualità.”

In Umbria, regione con una forte vocazione enoturistica, i dazi potrebbero influenzare anche il turismo, come afferma Giovanni Dubini, presidente dell’associazione Mtv Umbria: “Negli ultimi anni, l’enoturismo in Umbria ha rappresentato un’importante risorsa, attirando un crescente numero di visitatori italiani e stranieri che scelgono la nostra regione per scoprire la qualità e l’autenticità dei nostri vini. Tuttavia, l’introduzione di dazi sulle esportazioni vinicole rappresenta una sfida rilevante per il settore, minando la competitività delle nostre aziende e limitando l’accesso ai mercati internazionali.”

“L’Umbria, con le sue storiche cantine e vitigni autoctoni, deve continuare a puntare sull’enoturismo come motore di crescita economica e promozione del territorio. Le politiche commerciali restrittive non devono scoraggiare i produttori, ma spingerci a investire ulteriormente in accoglienza, esperienze uniche e valorizzazione delle nostre eccellenze locali,” osserva.

“Chiediamo con forza che le istituzioni, a livello nazionale ed europeo, si impegnino a tutelare il comparto vitivinicolo italiano, promuovendo accordi capaci di attenuare l’impatto dei dazi e incentivare la promozione internazionale del nostro patrimonio enologico. Nel frattempo, Mtv Umbria continuerà a collaborare con le cantine e gli operatori turistici per rafforzare la nostra attrattività, offrendo ai visitatori esperienze uniche che vanno oltre la semplice degustazione: percorsi culturali, eventi gastronomici e un’immersione autentica nella bellezza della nostra terra,” conclude.

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